Colonia di nutrie nel campo dei bimbi a Pavia. Si prova a cacciarle con gli ultrasuoni
PAVIA. Il problema delle nutrie al campo sportivo della società calcistica Sant’Alessandro, al Cassinetto, potrebbe essere risolto con l’utilizzo di dissuasori acustici. Se ne è discusso ieri, quando l’assessore all’Ambiente Lorenzo Goppa ha incontrato al centro sportivo il presidente della società, Luigi Greco durante un sopralluogo.
L’origine
Il problema è sorto tra la fine di dicembre e febbraio, quando una femmina ha partorito alcuni cuccioli sotto al prefabbricato usato come spogliatoio. L’origine degli animali è con ogni probabilità un corso d’acqua che scorre quasi a ridosso di uno dei campi. Su un fatto l’assessore Goppa e il presidente Greco hanno concordato: un luogo frequentato da circa 200 bambini che giocano a calcio non può “ospitare” questi animali selvatici. Tra l’altro, altri se ne sono aggiunti a quelli comparsi poche settimane fa e attualmente sono una quindicina le nutrie che brucano l’erba dei campi da gioco. «Premettiamo una cosa – ha dichiarato ieri Luigi Greco – io non ho mai pensato né richiesto di abbattere questi animali. Ho solo chiesto al Comune di risolvere il problema perché la coesistenza di bambini e nutrie non va bene. Quindi sono aperto a ogni scelta che possa risolvere in tempi brevi il problema».
Sopralluoghi
Al centro sportivo è già stato effettuato un sopralluogo da parte di tecnici dell’assessorato ai Lavori pubblici. «Al nido Barbieri avevamo lo stesso problema – dice l’assessore – e sono state posizionate delle reti per impedire l’accesso agli animali. Purtroppo il centro del Cassinetto è molto più esteso è non è possibile agire nello stesso modo, ma stiamo lavorando per allontanare questi animali dalla struttura».
Una possibile via da percorrere è il posizionamento di dissuasori acustici. Si tratta di piccoli apparecchi che emettono ultrasuoni percepibili solo dalle nutrie. Gli animali sono molto infastiditi da questi rumori e si allontanano dall’area “presidiata” dai dissuasori. L’alternativa sarebbe l’applicazione del protocollo di Regione Lombardia, che prevede la soppressione di un animale che non è autoctono colonizza l’ambiente con grande rapidità. Ma data la vicinanza dei campi da gioco con un fosso, è altamente probabile che altri animali possano ricomparire una volta eliminati quelli che si vedono oggi. Le nutrie, importate in Italia dal Sud America per la loro pelliccia e poi rilasciate in ambiente quando il mercato entrò in crisi, vivono abitualmente accanto all’acqua. Chiunque passeggi lungo il Naviglio avrà avuto modo di vederle nuotare in acqua e di notare le loro tane.