«Terme di Salice, lavori mai partiti», la preoccupazione per i ritardi nel cantiere
SALICE TERME. I primi lavori, attesi per ottobre dello scorso anno, non sono ancora partiti. E il cronoprogramma di rilancio delle Terme di Salice non è stato rispettato. La preoccupazione dei salicesi trova riscontro nel gruppo Pd di Rivanazzano Terme e Godiasco Salice Terme, che esprime tutta la sua preoccupazione per un piano, di fatto, mai avviato.
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Quando il 2 agosto il consiglio comunale di Godiasco aveva dato il via libera al progetto di riqualificazione delle Terme di Salice, chiuse nel 2017, con un buco di 10 milioni di euro, c'era stato grande entusiasmo tra gli operatori turistici e gli abitanti che avevano partecipato in massa a quella seduta.
Proprio in quel contesto era stato presentato un cronoprogramma dei lavori che prevedeva tra ottobre e dicembre del 2025 i primi interventi con le demolizioni delle aree fatiscenti. Opere mai avviate. Da qui, il grande entusiasmo espresso ad agosto ha cominciato a trasformarsi in scetticismo fino ad arrivare ai giorni nostri, con tanti operatori che ormai da settimane si stanno chiedendo se un rilancio vero e proprio verrà mai avviato. Per questo motivo il Pd di Rivanazzano e Godiasco ha deciso di scendere in campo per cercare di vederci chiaro.
«Cresce la delusione»
«Dopo mesi di annunci e proclami, i lavori non partono - spiega in una nota il Pd - e cresce la delusione del territorio. A fronte dei numerosi annunci, dichiarazioni pubbliche e proclami che negli ultimi anni hanno accompagnato il progetto di rilancio delle Terme di Salice, a oggi non si registra alcun avvio concreto dei lavori. Nonostante le ripetute rassicurazioni fornite alla cittadinanza, agli operatori economici e agli enti locali - prosegue la nota Pd - il cantiere non è mai partito e il complesso termale continua a versare in uno stato di abbandono che penalizza l’immagine e le prospettive di sviluppo di Salice Terme e dell’intero territorio. Questa situazione genera crescente preoccupazione e delusione tra cittadini, imprese e associazioni, che da tempo attendono fatti concreti dopo promesse reiterate nel tempo. Le Terme di Salice rappresentano - conclude la nota del Pd - una risorsa storica, turistica ed economica fondamentale, il cui rilancio non può più essere rimandato né affidato a semplici annunci mediatici. È doveroso, a questo punto, fare chiarezza sulle reali intenzioni dei soggetti coinvolti».
il progetto
La società Terme & Spa, che fa capo a Massimo Caputi, dal 2021 nuovo proprietario delle Terme, assicura che entro ottobre le opere partiranno, il tutto con un ritardo di un anno esatto dal primo cronoprogramma che prevedeva la riapertura dello stabilimento per il 2027 e che ora inevitabilmente slitterà al 2028.
Quello che era stato presentato in consiglio comunale nell'agosto 2025 è un progetto di rilancio senza precedenti e che prevede un investimento, da parte della nuova proprietà, di oltre 18 milioni di euro. Il progetto Terme prevede in primis la riqualificazione globale dell’impianto termale esistente, con conseguente demolizione dell’edificio posto a lato del vecchio ingresso (di fianco a quello che era il bar delle Terme identificato come Caffè Bagni) realizzato negli anni Ottanta. Via anche la vecchia casa del custode, prospicente al nuovo ingresso da viale Diviani che è ormai fatiscente, per realizzare la nuova piazza di Salice (opera che sarà però eseguita dal Comune).
Si prevedono interventi di carattere strutturale per il consolidamento statico dell’edificio e di restauro conservativo per quanto riguarda le facciate principali, oltre alla rifunzionalizzazione degli spazi interni dedicati al wellness. Verranno realizzate due nuove aree a forma di “L”: uno di questi dedicato alla ristorazione. La parte al piano terra vedrà la nascita di quattro piscine termali rispettivamente di 82, 52, 70 e 150 metri quadrati. Le piscine saranno coperte da un’apposita struttura a il secondo piano (in passato utilizzato per uffici) vedrà la nascita di suite benessere con terapie dedicate. L’area termale andrà ad occupare complessivamente 3.200 metri quadrati.