Le Maddalene restano a Vigevano, in arrivo due suore da Eritrea e Messico
VIGEVANO. Torna di colpo il sereno sul convento delle suore Maddalene, dopo mesi di voci legate a una possibile chiusura degli spazi di corso Genova e il trasferimento delle religiose a Piacenza, dove la congregazione ha la casa madre. A tirare un sospiro di sollievo sono anche coloro che usano le strutture per le attività, come l’associazione di volontariato “Sursum Corda”.
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«Ci è stato riferito – spiega il presidente del sodalizio Giovanni Borghi – che sino a fine anno le suore potranno rimanere a Vigevano. Nel frattempo si verificheranno che i costi di gestione migliorino. Siamo fiduciosi di una positiva soluzione». Cosa è cambiato rispetto a marzo 2024? Innanzitutto la madre generale non è più Franca Barbieri.
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La congregazione delle figlie di Gesù Buon Pastore, le Maddalene appunto, sono ora guidate dalla suora messicana Cristina Perez Medina. Fu suor Barbieri a scrivere a suo tempo il provvedimento di chiusura (che doveva scattare a fine giugno 2024), motivato dalla «situazione di salute e di età delle sorelle» e «il calo di vocazioni», come rilevato a suo tempo dal vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni.
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Negli ultimi tempi sono arrivate però due nuove religiose («e altre hanno chiesto di venire a Vigevano», conferma Borghi), una di origine eritrea (suor Hiwet) e una messicana (suor Alessandra), a mitigare la situazione e a ringiovanire l’età media delle religiose del convento di corso Genova, a dire il vero assai elevata.
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Le Maddalene a Vigevano erano presenti da decenni e il loro convento di corso Genova era stato negli anni un vero e proprio presidio caritatevole: assistenza a bambini e donne erano il principale impegno, riconosciuto tuttora proprio dal fatto che la città si è da subito schierata a favore del mantenimento delle religiose.
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Attualmente la chiesa interna ospita la liturgia ortodossa romena, mentre altri servizi hanno dovuto segnare il passo, come quello dell’ospitalità delle donne sole. Un metodo che ha permesso a molte insegnanti e dipendenti di poter evitare il salasso degli affitti.
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Nell’area rimangono le comunità gestite da Madre Amabile e rivolte ai minori, che nel tempo si sono rese indipendenti dal convento. Le sorti delle suore, quindi, almeno sino a fine 2026 sono segnate ma in positivo, scongiurando il trasferimento e un futuro incerto per il convento di corso Genova. La diocesi avrebbe avuto una prelazione sull’eventuale acquisto dell’immobile. —
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