Trasformare la Sardegna in un’isola carcere: l’ideona del governo a cui la Regione si oppone fermamente
di Enza Plotino
Un carcere di massima sicurezza. “The Rock”, “the Bastion”, come chiamavano gli americani la fortezza di Alcatraz, l’isola carcere istituita nel 1934 per portarvi la peggiore risma di detenuti, i criminali più efferati e che diventerà, nell’immaginario collettivo, un vero e proprio mito, associato a un luogo infernale da cui era difficile se non impossibile fuggire.
Soggetto di grandi produzioni cinematografiche, Alcatraz diventerà la location per numerosi film di Hollywood. In uno di questi, il più famoso, Fuga da Alcatraz, il direttore diceva ai detenuti: “Se si infrangono le regole della società si va in prigione, se si infrangono le regole delle prigioni ti mandano da noi”.
Da noi, in Italia, non c’è più un’isola di Alcatraz, ma ancora sono tanti i criminali di mafia, ‘ndrangheta, camorra, tutti rinchiusi con un numeretto: 41bis e per i quali oggi si vuole trovare una sistemazione “appropriata” e sicura. A prova di fuga.
Ideona del governo: mandiamoli tutti in Sardegna. Individuate anche le tre carceri sarde, Uta, Bancali e Badu ‘e Carros, come strutture destinate al regime del 41 bis, dove trasportare i circa 240 detenuti più pericolosi. È come se i geni del governo si fossero chiesti: “dove c’è una situazione tranquilla, un posto sicuro, possibilmente un’isola e possibilmente governata dall’opposizione, in cui mettere questi criminali?” La Sardegna, ovvio!
E così, indifferente all’opposizione dell’istituzione regionale sarda e alle proteste dei cittadini dei territori dove sono stati individuati i penitenziari ad hoc, il governo ha tirato dritto, incurante delle evidenze sacrosante che contrastano con la decisione dello Stato centrale.
La Presidente Todde sottolinea le ricadute che una scelta di questo tipo avrebbe sull’isola: “Parliamo di un impatto diretto sull’economia, sulla sicurezza dei territori, sulla sanità pubblica finanziata dai sardi e sull’esecuzione penale ordinaria, perché i detenuti sardi sarebbero costretti a scontare la pena fuori dalla Sardegna” e ribadisce che i documenti ufficiali dimostrano la fondatezza delle preoccupazioni espresse dalla Regione.
Inoltre, il governo trascura, ma forse in cuor suo auspica, che il territorio adiacente ad un carcere che ospita criminali al 41bis diventi zona franca in cui famiglie mafiose, criminali assoggettati ai carcerati appartenenti a illustri famiglie ‘ndranghetiste, camorriste, stabiliscano il loro domicilio per stare più vicini ai propri cari quando va bene, per mantenere i legami e prendere ordini e pizzini quando va male. Radicalizzare un sistema criminale laddove non ha mai attecchito.
“Non possiamo accettare che la Sardegna venga trasformata in un’isola carcere”, afferma la Presidente, che conclude con un appello alla mobilitazione: “Chiedo ai sardi e alle sarde di far sentire la propria voce insieme a me, per dire con forza che la Sardegna non ci sta e che vuole scegliere da sola il proprio destino”.
Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!
L'articolo Trasformare la Sardegna in un’isola carcere: l’ideona del governo a cui la Regione si oppone fermamente proviene da Il Fatto Quotidiano.