Spunta un data center a Certosa: è già scontro sull’insediamento
CERTOSA. Un insediamento da 50 MWt di 60 mila metri quadrati (su una superficie totale di oltre 130 mila) nella zona artigianale/industriale, vale a dire a ridosso del Navigliaccio. Sono solo alcuni dei numeri contenuti nel progetto per la realizzazione di un data center a Certosa, il cui piano attuativo è stato presentato in Comune a fine dicembre dalla società Gsm di Bergamo, la stessa che anni fa aveva cercato di realizzare, senza riuscirci, il centro commerciale di Borgarello. E proprio a due passi da quell’area, l’azienda ci riprova ora con il business del momento, ovvero quello dei data center appunto.
Il progetto
«Il data center è composto da tre edifici e prevede nel suo complesso una potenza termica inferiore a 50 MWt. – si legge nel progetto –. Ciascun edificio ospiterà le principali destinazioni d’uso, vale a dire le sale elaborazione dati. Sulla testata di ogni edificio è previsto un corpo di fabbrica destinato ad uffici, storage e locali tecnici, realizzato su due o più livelli fuori terra. Viene inoltre prevista una sottostazione HV/MV: si tratta di una installazione con funzione specificatamente tecnologica volta alla trasformazione della corrente di alimentazione del plesso, da alta tensione a media tensione, fornendo, a valle, la distribuzione in media tensione al data center». «Questi insediamenti – spiega il responsabile della Gsm Costantino Serughetti – non hanno alcun impatto sul territorio, a partire dal traffico, nè sottraggono risorse. Siamo ancora alle fasi iniziali. Noi abbiamo presentato il pianto attuativo, poi sarà il Comune a decidere cosa vorrà fare.
Le posizioni di Comune e minoranza
«È stato avviato il procedimento che prevede una serie di passaggi con osservazioni, incontri pubblici, conferenza di servizio, che seguiremo con attenzione e per cui siamo aperti al dialogo ed al confronto, con cittadini, enti pubblici e stakeholders interessati – dice il sindaco Marcello Infurna –. Noi in linea di principio, siamo da sempre per una crescita sostenibile del nostro territorio, motivo per cui non abbiamo e non vogliamo logistiche e centri commerciali. Crediamo nella transizione digitale e ci sembra da una prima lettura che queste due cose si tengano, e che il progetto presentato vada in questa direzione. Rimaniamo laici, attenti ed aperti a tutte le valutazioni ed approfondimenti del caso prima di procedere con le fasi di pronunciamento previste dalla procedura in consiglio comunale».
Ma l'opposizione è già sulle barricate. «Colpisce il silenzio della maggioranza, un atteggiamento che appare come un chiaro silenzio-assenso nei confronti di un intervento ad alto impatto ambientale e territoriale (oltre 60.000 metri quadri), calato dall’alto senza alcun confronto con la cittadinanza – dicono i consiglieri della lista civica per Certosa –. Noi riteniamo questo intervento uno sfregio inferto al nostro territorio e per questo stiamo analizzando attentamente la documentazione tecnica, disponibile solo dal 22 gennaio. Nei prossimi giorni avvieremo iniziative pubbliche di informazione e confronto con la cittadinanza, a partire dai residenti della Cascina Colombara, che rischiano di pagare il prezzo più alto di questa scelta. Ribadiamo con fermezza la nostra totale contrarietà a nuovo consumo di suolo. L’utilizzo di terreni ancora verdi per realizzare nuovi capannoni, quelli previsti potrebbero raggiungere l’altezza di 15 metri, spesso non porta alcun beneficio economico per la comunità locale, lasciando in eredità esclusivamente criticità ambientali e un evidente peggioramento della qualità della vita. Auspichiamo un diverso sviluppo del nostro territorio, più sostenibile e rispettoso dell’ambiente».