Il sacchetto viveri ora non basta più Caritas cerca volontari per la mensa
/ voghera
Un posto per costruire delle relazioni, per ascoltare i bisogni delle persone e trovare delle soluzioni alle loro difficoltà. Non solo il luogo in cui ritirare un pasto a portar via, ma un punto di riferimento per chi potrebbe ricevere, insieme a quel pasto, molto di più.
Questo vuole tornare ad essere, e cerca volontari per farlo, la mensa della Caritas di Voghera, che dal post Covid aveva inserito la possibilità di ritirare la cena. Se per un po’ quella era stata la soluzione ideale per permettere agli utenti del servizio erogato in via Bellocchio di continuare a usufruire del vitto gratuito, passato il pericolo quel sistema ha rivelato i suoi limiti.
Primo fra tutti, quello di non consentire più un dialogo con le persone, che nella maggior parte dei casi ora transitano rapidamente per i locali, senza dare modo ai volontari di intercettarli e capirne le reali necessità. Ecco quindi che si è pensato di tornare a servire i pasti esclusivamente al tavolo. Per farlo, però, gli attuali operatori non bastano.
E da qui, l’appello: «Vorremmo tornare– spiega Alessia Cacocciola, referente Caritas di Voghera – alla vecchia scuola del mestolo e della teglia. La soluzione del pasto d’asporto, infatti, è stata strategica per superare gli anni delle restrizioni, ha consentito di portare avanti un servizio unico e prezioso per la città anche quando incontrarsi sembrava un’avventura rischiosa, inoltre ha reso possibile l’accesso a tante famiglie in difficoltà che prima non avrebbero mai messo piede in una mensa per vergogna. Infine grazie alla sua rapidità, ha reso il servizio più snello e veloce. Purtroppo, però, l’innovazione ha anche “sottratto” al servizio relazione, socialità, tempo per costruire comunità: qualità essenziali non solo per una mensa, ma soprattutto per un servizio Caritas».
Tutto ciò senza parlare dei costi elevati per l’acquisto dei contenitori di plastica e dell’impatto ambientale provocato dal loro smaltimento (27mila contenitori all’anno).
«Già dal 2022, per essere più precisi, coesistono le due modalità “porto via il pasto” e “ceno al tavolo” (tuttora in essere) ma a breve verrà definitivamente eliminata la prima opzione a favore solo della seconda. Per farlo, abbiamo bisogno di aumentare il numero dei volontari e averne 5 per turno (ad oggi ce ne sono 3/4). Questo piccolo incremento consentirebbe di essere più presenti in sala con gli ospiti e, allo stesso tempo, di occuparsi meglio delle mansioni aggiuntive derivanti dallo sporzionamento. Inutile sottolineare che, al di là di questo piccolo impegno, il servizio in mensa è davvero occasione di incontro con la grave marginalità e con chi vive veramente la dimensione della strada». —