Nuovo campo Sinti, tre proposte: ma si rimane sempre a Pavia Est
PAVIA. Gli uffici comunali hanno consegnato alla giunta il documento che individua le tre possibili alternative per il nuovo campo Sinti destinato a ospitare, per due anni, le famiglie che ora si trovano a ridosso dell’ex piscina scoperta di viale Resistenza. Si tratta di tre aree tutte a Pavia Est e due sono soluzioni già indicate in passato.
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Già urbanizzata
Il documento è stato condiviso da sindaco e giunta con i consiglieri comunali di maggioranza nel corso di una riunione che si è tenuta lunedì sera.
La prima area indicata, dunque, è il parcheggio tra le aree Chiri e Saragat, di fronte allo stabilimento della Riso Scotti. I tempi di realizzazione dell’insediamento, uguali per tutte e tre le aree, sommano 240 giorni, vale a dire otto mesi. Il costo di realizzazione ammonta a 250mila euro. Il lato positivo risiede nel fatto che l’area è già urbanizzata e servita da una strada, l’aspetto di criticità, invece, è che l’azzonamento acustico è di “aree esclusivamente industriali” e non prevede la possibilità di edificare residenze o di collocarvene anche di temporanee.
La seconda area è sostanzialmente quella che era stata indicata per prima (e che aveva suscitato le proteste dei residenti), ovvero una frazione del terreno che si trova a sud est di via Saragat, non più immediatamente a ridosso con la cascina già presente, ma comunque vicina. In questo caso il costo di realizzazione sarebbe di 1.050.000 euro, cioè esattamente la somma messa a bilancio con una variazione da parte del Consiglio comunale. L’area però è verde, bisognerebbe urbanizzarla, collegarla a via Saragat con una strada e, soprattutto, è occupata da un bosco spontaneo, per cui sarebbe necessario chiedere anche l’autorizzazione al Parco del Ticino prima di intervenire, abbattere gli alberi e iniziare l’edificazione del campo.
La novità
La terza area è l’unica che non fosse già stata presa in considerazione in passato. Si tratta di un rettangolo di terreno che costeggia il lato est di via Aschieri, sostanzialmente di fronte alle attività artigianali e industriali. In questo caso l’importo per la realizzazione sarebbe di 590mila euro. Nemmeno quest’area è urbanizzata, per cui bisognerebbe portarvi i servizi primari e predisporre il fondo ad accogliere i caravan delle famiglie Sinti. In compenso non è occupato da boschi per cui non sarebbe necessario chiedere alcuna autorizzazione all’ente Parco.
Ora si tratterà di valutare costi e benefici delle tre differenti soluzioni e prendere una decisione. I tempi non sono larghissimi. In viale Resistenza, al posto dell’ex piscina scoperta, l’amministrazione Lissia intende realizzare un parco acquatico con i soldi del progetto Watefront. Il termine per impiegare il denaro è stato prorogato a fine 2027, ma i tempi di realizzazione, considerando sia la progettazione che l’esecuzione, ammontano ad almeno otto mesi. Senza considerare il fatto che i residenti di questa parte di città hanno già dimostrato a più riprese di non condividere le intenzioni dell’amministrazione.