Ceresole Reale, il lago cambia volto: lavori in arrivo e svuotamento in corso
CERESOLE REALE. Il lago di Ceresole comincia lentamente a svuotarsi, mentre i lavori veri e propri non sono ancora partiti. È questa la fotografia attuale di un intervento che nel 2026 segnerà uno dei passaggi più delicati della storia recente dell’invaso. I cantieri non sono stati avviati, ma nelle ultime settimane si sono moltiplicati i sopralluoghi tecnici, indispensabili per pianificare in sicurezza lo svuotamento completo del bacino e le successive operazioni di manutenzione straordinaria sulla diga. Un’operazione imposta dai protocolli nazionali di sicurezza delle grandi infrastrutture idrauliche, necessaria per consentire ispezioni approfondite su parti normalmente sommerse: organi di scarico, sistemi di regolazione delle acque, componenti meccaniche e strutturali. Verifiche fondamentali per controllare lo stato del calcestruzzo, delle paratoie, delle condotte e della base della diga, garantendo nel tempo la sicurezza dell’opera e la continuità della produzione idroelettrica.
Nel frattempo il lago sta cambiando volto. Il livello dell’acqua si sta abbassando progressivamente sotto il controllo di Iren, che sta facendo defluire le acque attraverso la galleria che conduce alla centrale di Rosone. Acque che vengono fatte turbinare, permettendo il recupero di energia elettrica anche in questa fase di transizione. Se l’impatto paesaggistico è evidente, la questione più sensibile resta però quella che riguarda ciò che non si vede. Il patrimonio ittico. Il Consiglio di Valle, che rappresenta i pescatori sportivi di tutto il territorio montano, ha formalmente acceso i riflettori sui salmonidi presenti nel bacino, considerati un valore ambientale e sportivo di primo piano. Insieme alla Città metropolitana è in corso un lavoro per individuare un sistema sicuro ed efficace di recupero degli esemplari nelle fasi più critiche dello svuotamento.
I rischi sono concreti: perdita dell’habitat, stress degli esemplari, intrappolamenti e possibili morie. È soprattutto nella fase di abbassamento del livello che si concentra la maggiore criticità, ed è lì che dovranno essere concentrate attenzione, risorse e coordinamento tra enti, gestori e amministrazioni locali.M.G.