Agenzia delle Entrate, caccia aperta agli evasori: la novità (che devi conoscere) per evitare il pignoramento
Questa novità, introdotta con la manovra finanziaria 2026, punta a migliorare drasticamente l’efficacia dei pignoramenti, una delle misure più importanti nella riscossione coattiva del fisco italiano.
Le cartelle esattoriali rappresentano un problema annoso per lo Stato, perché spesso rimangono insolute nonostante siano riferite a imposte, contributi e sanzioni già accertati. Nel 2024, ad esempio, sono stati avviati circa 600mila pignoramenti, ma solo il 22,3% di questi si è tradotto in incassi effettivi, pari a 1,3 miliardi di euro. Questo basso tasso di successo evidenzia la necessità di un cambiamento radicale.
La novità fondamentale consiste nell’utilizzo mirato dei dati delle fatture elettroniche, che costituiscono una banca dati di circa 2,5 miliardi di documenti. Finora impiegate soprattutto per controlli fiscali e analisi del rischio, queste informazioni saranno ora utilizzate come strumento centrale nella fase di riscossione, permettendo di intercettare i crediti commerciali prima che vengano incassati dal contribuente moroso.
Il meccanismo si basa sull’analisi sofisticata delle fatture per individuare con precisione quali somme devono essere pagate al debitore, da chi e in quale arco temporale. Di conseguenza, sarà possibile attivare il pignoramento presso terzi direttamente alla fonte, bloccando i pagamenti ancora non effettuati da clienti o committenti del debitore.
Un Sistema Mirato e Proporzionato
È importante sottolineare che la nuova procedura non prevede un accesso indiscriminato e generalizzato ai dati delle fatture elettroniche da parte degli uffici della Riscossione. Il flusso informativo sarà filtrato e strutturato attraverso criteri di analisi del rischio, così da garantire il rispetto della privacy e tutelare la generalità dei contribuenti.
L’obiettivo è evitare pignoramenti “a vuoto” o interventi esplorativi inutili, concentrando le risorse solo su situazioni di effettivo e continuativo inadempimento. Questa modalità selettiva dovrebbe anche aumentare l’equità del sistema fiscale, premiando chi paga e contrastando chi evade, senza estendere controlli indiscriminati.
Il tutto sarà definito da un provvedimento attuativo del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che stabilirà tempi, modalità tecniche e garanzie a tutela dei contribuenti.
Impatti Attesi sulla Riscossione e il Fisco
Secondo la relazione tecnica allegata alla manovra 2026, l’efficacia dei pignoramenti potrebbe raddoppiare, passando dal 22,3% al 44,6%. Anche adottando uno scenario prudente, questo miglioramento porterebbe a una maggiore capacità di recupero delle somme dovute allo Stato, che comprendono tributi erariali, contributi previdenziali e crediti di altri enti affidati alla Riscossione.
Tuttavia, gli effetti economici non saranno immediati. La nuova strategia richiederà una fase di implementazione e “messa alla prova”, con benefici apprezzabili soprattutto a partire dal 2027.
Questa innovazione rappresenta un salto di qualità per l’Agenzia delle Entrate, che potrà così intervenire in modo più tempestivo, evitando di agire quando i flussi finanziari sono già stati incassati o dispersi.
In definitiva, la combinazione tra l’uso strategico delle fatture elettroniche e il potenziamento della riscossione coattiva promette di rendere il sistema fiscale italiano più efficiente, selettivo e giusto, contrastando l’evasione senza gravare su tutti i contribuenti con controlli indiscriminati.
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