Il dirigente comunale Giovanni Biolzi a processo per gli appalti del verde
Pavia. Il processo sulle presunte irregolarità negli appalti per la manutenzione del verde pubblico si farà. Lo ha stabilito ieri la giudice Daniela Garlaschelli al termine dell’udienza preliminare. Gli imputati sono cinque: il dirigente comunale all’Urbanistica Giovanni Biolzi (difeso dall’avvocato Alessandro Bastianello), l’imprenditore agricolo Alberto Marchesi (difeso da Marco Casali), la funzionaria comunale Gigliola Santagostino (difesa da Yuri Lissandrin) e il titolare della ditta piacentina Agri Ds Srl, Stefano Daprà (avvocata Alessandra Cogni) e Angelo Paveri (difeso da Alberto Assanelli), direttore di alcuni dei lavori nel mirino della procura. Il primo dibattimento è stato fissato per il prossimo 18 maggio.
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Le presunte Irregolarità
Le contestazioni comuni a tutti gli imputati riguardano tre interventi, per circa 140mila euro: due per il diserbo dei marciapiedi, strade e piste ciclabili della città e il terzo per la pulizia delle sponde della Vernavola. Lavori assegnati a una ditta piacentina ma poi, secondo gli accertamenti della procura, eseguiti per buona parte da Marchesi. La Finanza ha riscontrato alcune irregolarità, ancora da provare, nell’esecuzione dei lavori. In primo luogo le commesse sarebbero state subappaltate a Marchesi senza un contratto e di questo sia la responsabile della procedura, Santagostino, che Biolzi sarebbero stati al corrente secondo l’accusa.
In secondo luogo Marchesi, almeno per i due lavori di diserbo, avrebbe emesso fatture con una causale secondo la procura fittizia (perché sempre uguale), incassando così dal Comune di Pavia 42mila euro circa per il primo intervento e 37mila euro per il secondo. Il terzo intervento, che riguardò la pulizia delle sponde della Vernavola nel tratto di via Molino tre Mole, fu assegnato per 49.500 euro alla Corilicola Pavese, riconducibile a Marchesi, e poi subappaltati sempre a una ditta di Marchesi per 37mila euro.
Inoltre per alcuni interventi l’imprenditore, non appena emesse le fatture e ottenuto il pagamento, avrebbe versato denaro su conti dei familiari. I parenti (che non sono neanche stati indagati) compaiono nei capi di imputazione anche in relazione alla vendita di alcuni immobili a loro intestati, per l’accusa, in modo fittizio per evitare il pignoramento, e poi rivenduti. Una parte del ricavato della compravendita, circa 250mila euro, sarebbe stato trasferito su un conto in Svizzera, mentre 50mila euro sarebbero finiti su un conto acceso al casinò di Saint Vincent. Un capitolo di accuse a Marchesi riguarda poi il Consorzio forestale da lui presieduto fino alla liquidazione, nel 2021.
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L’altro filone
Biolzi e Marchesi rischiano di finire a processo anche per un altro filone d’inchiesta, con l’accusa di frode e falso in relazione ad alcuni lavori eseguiti al parco Moruzzi. Il prossimo 26 febbraio è prevista l’udienza preliminare davanti al giudice Pietro Balduzzi, che dovrà valutare la richiesta del procuratore Stefano Civardi di rinviare a giudizio sei imputati. Al centro dell’inchiesta c’è un intervento di riqualificazione dell’area verde a Pavia Ovest, al confine con il Navigliaccio. Oltre a Biolzi e Marchesi, tra gli altri quattro imputati c’è la funzionaria comunale Valentina Dalmanzio, ora in aspettativa e all’epoca progettista e Responsabile unico del procedimento per quell’intervento. —