Bressana, il film è violento: il Comune blocca la serata del cineforum
BRESSANA BOTTARONE. A Bressana Bottarone la serata del cineforum diventa un caso. Sabato sera al cineteatro comunale era prevista la proiezione di The Chaser, film sudcoreano scelto dal comitato Bressana Nouvelle Vague che racconta la caccia a un serial killer: un thriller dai toni duri e con scene considerate violente, indicato per un pubblico adulto. L’amministrazione ha però deciso di non autorizzare l’utilizzo della licenza necessaria alla proiezione.
Come funziona
Il gruppo organizza rassegne cinematografiche da circa un anno e mezzo negli spazi comunali. Le proiezioni del cineforum sono state finora possibili grazie alla cosiddetta "licenza ombrello", acquistata dal Comune e intestata alla biblioteca comunale. Si tratta di un abbonamento annuale che consente ad associazioni e biblioteche di proiettare diversi film pagando i diritti attraverso un’unica autorizzazione, senza dover richiedere ogni volta una licenza per singola serata.
Per questo appuntamento, però, il Comune ha deciso di non concedere il patrocinio e di non permettere l’utilizzo della licenza. «Se il Comune non vuole associare il proprio nome all’iniziativa lo comprendiamo – ha spiegato Maurizio Capisani, portavoce del comitato (la presidente è Cristina Azzolini) -–. Quello che non capiamo è perché non sia stato possibile usare la licenza, visto che il film è presente nel catalogo disponibile». Gli organizzatori avevano indicato in locandina che la visione era consigliata a un pubblico adulto. Il gruppo ha quindi mantenuto l’appuntamento trasformando la serata in un incontro aperto alla cittadinanza per discutere della decisione e del rapporto tra iniziative culturali e sostegno pubblico.
La replica
Il sindaco Valentino Milanesi ha chiarito la posizione dell’amministrazione, spiegando che la proiezione non è stata vietata, ma che il Comune ha scelto di non sostenerla economicamente. Il Comune riconosce il valore artistico del film, ma lo ritiene non coerente con le proprie finalità, anche per i contenuti giudicati particolarmente violenti.
Resta comunque possibile utilizzare la sala comunale alle condizioni ordinarie, senza patrocinio né le facilitazioni previste dalla convenzione, con l’indicazione che la visione è destinata a un pubblico adulto. Secondo l’amministrazione, l’uso della licenza comporterebbe che la proiezione risulti formalmente riconducibile al Comune stesso, che deve quindi valutarne la coerenza con i criteri stabiliti dall’amministrazione. Gli organizzatori sostengono invece che, trattandosi di uno strumento finanziato con risorse pubbliche, dovrebbe restare accessibile alle associazioni che utilizzano lo spazio culturale. Alla serata hanno partecipato anche il regista ed educatore Giorgio Magarò, invitato dal comitato insieme a Riccardo Bernasconi dell’associazione Sottovento per intervenire nel dibattito.
«Una volta informato il pubblico – osserva – dovrebbe essere il cittadino a scegliere cosa vedere». Magarò ha sottolineato come il confronto nato attorno alla proiezione sia diventato un’occasione per riflettere sul rapporto tra libertà di scelta e responsabilità delle istituzioni. «Il dialogo tra amministrazioni e realtà culturali — ha aggiunto — resta fondamentale per far crescere iniziative condivise».