Traffico quasi al collasso.Contributi dalle logistiche per potenziare le strade
PAVIA. Le nuove logistiche potranno nascere solo dove esiste una rete stradale in grado di sostenere un incremento del traffico pesante. Altrimenti l’operatore dovrà contribuire a potenziarla.
È questo, in estrema sintesi, il fulcro della variante al Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento provinciale, elaborata dalla Provincia e approvata dalla conferenza dei Comuni, 115 i presenti di cui 1 solo astenuto (Pavia), della Comunità Montana e delle aree regionali protette. In tutto 139 enti che si sono espressi sul documento che poi dovrà passare al vaglio del consiglio provinciale per l’ok definitivo.
Le cifre
Un documento che segna in rosso una situazione viabilistica quasi al collasso in molte zone del territorio provinciale, con un traffico giornaliero medio feriale complessivo, sulle principali arterie, nel 2025, di oltre 213 mila veicoli, di cui 19767 mezzi pesanti, pari al 9,3%, percentuale che, in alcune strade, arriva al 20%. Ed è in questo contesto che Piazza Italia ha definito la nuova pianificazione strategica che, tenendo conto dell’attuale inadeguatezza della rete stradale, prevede una concertazione degli interventi ed elimina qualsiasi discrezionalità. E per arrivare a criteri oggettivi, gli uffici hanno provveduto a mappare lo stato della viabilità provinciale, realizzando uno studio organico e sistematico integrato nella variante al Ptcp: mappatura delle strade, classificazione funzionale, rilievi dei flussi, analisi della capacità, individuazione degli assi strategici e delle zone di criticità. Dal quale è emerso che ci sono carichi viabilistici su sezioni stradali nate per tutt’altra funzione, che hanno larghezze insufficienti e che spesso attraversano i centri abitati.
Nello stesso tempo la provincia di Pavia presenta uno dei consumi di suolo più elevati della Lombardia, con una concentrazione proprio nelle aree interessate dalla logistica. Un sistema, sostiene il presidente della Provincia Giovanni Palli, che non può reggere ulteriori pressioni senza un vero potenziamento infrastrutturale. Per questo la variante al Ptcp introduce criteri più stringenti. A partire dal fatto che gli operatori che vorranno realizzare nuovi insediamenti logistici non potranno farlo vicino a centri abitati, scuole, ospedali e dovranno potenziare la rete. Investimenti da realizzare prima di costruire, in base a quanto previsto dalle schede di valutazione, redatte da Piazza Italia, riguardanti le diverse strade provinciali.
Ogni scheda fotografa la situazione infrastrutturale, precisando, ad esempio, i flussi di traffico, la larghezza della sede stradale, la sicurezza della banchina, il numero di centri urbani attraversati, gli impatti ambientali. E i livelli di congestione del traffico e di criticità infrastrutturale vengono sintetizzati con una faccina che può essere di colore rosso, giallo o verde.
Le zone critiche
Tra le aree più critiche ci sono la tangenziale Est di Pavia, l’area di Robbio, Sforzesca, Alagna, Sannazzaro, Garlasco, Cava Manara, Landriano, Bascapè, Marzano, Campospinoso, Portalbera, Broni. Da bollino rosso, ad esempio, la Vigevanese, con un traffico giornaliero medio di 2445 veicoli di cui 1906 mezzi pesanti (7,8%), la Pavia – Melegnano, con 10063 veicoli di cui 1233 mezzi pesanti (6,7%), la Pavia-Lodi, 18036 di cui 2632 camion (14,6%), la Vigentina, 16596 di cui 1021 tir (6,2%), la statale dei Cairoli, 13211 di cui 2125 camion (16,1%), la ex statale 412, 11188 di cui 1550 mezzi pesanti (13,9%), la Pavia – Cremona, 10273 di cui 1441 camion (14%), la statale dei Giovi, 8638 di cui 1437 tir (16,6%), la sp 12 Bressana, 3846 di cui 793 mezzi pesanti (20%). La Provincia ha anche previsto le infrastrutture da realizzare, anche con l’intervento del privato, per migliorare i flussi di traffico: dalla tangenziale di Certosa a quella di Belgioioso, passando per quelle di Lomello, Scaldasole, Pieve Albignola, Corteolona, Torrevecchia, fino al completamento della tangenziale di Voghera.