Verde urbano, da costo a investimento Tre Comuni nel progetto “Greenup”
Burolo
Burolo, Settimo Rottaro e Rivarolo Canavese entrano con altri 28 paesi piemontesi nel progetto biennale che aiuterà i Comuni a ripensare il verde urbano come infrastruttura strategica contro caldo, smog e perdita di biodiversità. Si chiama Greenup ed è promosso da Agrion, fondazione regionale di ricerca applicata in ambito agricolo che ha sede nel Cuneese, con Legambiente e Anci. I tre municipi canavesani fanno parte dei 14 del Torinese che, come gli altri ammessi, saranno accompagnati da Agrion in un percorso di analisi, pianificazione e sperimentazione per trasformare parchi, viali alberati e spazi pubblici in una vera risorsa contro il cambiamento climatico e a favore della qualità della vita. Cosa che significa, soprattutto per le piccole realtà come Burolo e Settimo Rottaro, poter contare su competenze specialistiche difficili da mettere in campo da soli. Il progetto, sostenuto anche da Regione Piemonte, è pensato proprio per affiancare le amministrazioni locali nella gestione del verde «con efficacia, efficienza e senza spreco di risorse pubbliche», trasformando alberi, aiuole e parchi - non di rado percepiti come un mero onere manutentivo - in un investimento strutturale sulla qualità ambientale e sulla vivibilità delle comunità. Un concetto basilare, questo, evidenziato lunedì 23, nella sala trasparenza del Grattacielo della Regione a Torino, dove Greenup è stato presentato ufficialmente.
«Greenup non è un intervento a spot, ma un accompagnamento dei Comuni in un nuovo progetto di ricerca applicata – ha spiegato Marika Cattaneo, dell’area strategia per la sostenibilità di Agrion –. L’obiettivo è trasformare la manutenzione del verde pubblico: da un semplice costo, spesso poco monitorato, a un vero investimento» etico e responsabile. Operativamente i passi saranno questi: Agrion e il singolo Comune concordano un percorso biennale articolato in cinque fasi. Si parte da un censimento dettagliato del patrimonio naturale, cui seguirà un'analisi dei dati raccolti, i quali non verranno analizzati solo dal punto di vista botanico ed estetico, ma anche valutando quanto gli alberi e gli spazi verdi contribuiscono al benessere della città, alla riduzione dell'inquinamento e a una gestione responsabile del territorio. Nella terza fase viene elaborato un piano operativo con obiettivi chiari, priorità definite e azioni concrete e realizzabili. La quarta fase è quella degli interventi veri e propri (nuove piantumazioni, rinaturalizzazioni di aree urbane), con i costi suddivisi equamente tra le due parti. Il percorso si conclude con la redazione di un report finale, condiviso con il Comune, che servirà anche a identificare possibili sviluppi futuri.
Per il sindaco di Burolo Franco Cominetto l’adesione a Greenup Piemonte è la «naturale prosecuzione del percorso già avviato dal Comune con il Paesc, il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima sottoscritto nell’ambito del Patto dei sindaci europei, che impegna l’ente a centrare entro il 2030 gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2». Proprio le azioni previste dal Paesc – dall’abbattimento della Co2 alla tutela della biodiversità e alla piantumazione mirata per mitigare le isole di calore e migliorare la qualità della vita – trovano nel progetto Greenup uno strumento operativo per essere sviluppate: Burolo partecipa come Comune pilota con un impegno di 6mila euro in due anni. Una cifra che, a fronte del lavoro di analisi, progettazione e supporto tecnico, porta «un investimento destinato a rientrare in termini di benefici ambientali ed economici». Secondo Cominetto determinante, nella scelta di aderire, è stata anche la fiducia maturata nei confronti della fondazione Agrion che coordina il progetto, già coinvolta «in incontri tecnici su nuove patologie delle colture e parassiti come la popillia giapponese e la cimice asiatica, temi molto seguiti dal territorio agricolo canavesano». «Greenup – riassume il sindaco – aiuterà il Comune a “rifare il progetto” delle aree verdi – dai parchi alle aiuole, dalle rotonde al parco giochi – scegliendo essenze adatte al contesto locale, più efficaci nel catturare Co2, nel contenere rumore e calore e nel favorire l’impollinazione in un momento in cui la tutela delle api è considerata prioritaria». Il progetto è nella fase di avvio, alla presentazione ufficiale ora seguiranno richieste di documentazione, sopralluoghi e la mappatura delle aree verdi su cui intervenire, con una prospettiva di lavoro che si estende fino al 2027.