La mail che fa leggere un manoscritto
Come inviare un manoscritto a un editore senza finire nel mucchio. Oggetto chiaro, mail breve, allegati giusti e file nominati bene.
Ben ritrovati ad Autori al Centro. Ora ci troviamo al punto in cui abbiamo scritto e formattato un libro in maniera perfetta. Abbiamo anche selezionato tutti gli editori che ci interessano. Cosa dobbiamo fare? Ovviamente inviare le mail.
Ancora prima di questo piccolissimo passaggio, però, c’è un mio retaggio. Io ho iniziato tanti anni fa a inviare manoscritti, e una volta, per tutelare in qualche modo la paternità del testo, si faceva una cosa molto semplice: ci si spediva a casa, con raccomandata con ricevuta di ritorno, il manoscritto stampato. Un plico chiuso, che una volta consegnato restava così: sigillato, non aperto. L’idea era avere una prova “datata” dell’esistenza di quel testo, nel caso qualcuno si fosse svegliato creativo con il plagio.
Conservo ancora uno di quei plichi, con gelosia e con affetto. Non so quanto oggi possa essere ancora utile, ma credo che inviarsi una PEC con allegato il manoscritto non possa che fare bene. Se non avete una vostra PEC, chiedetela a un amico, oppure, in alternativa, fatevi una raccomandata. A pensar male si fa peccato, ma la prudenza non è mai troppa.
E dopo tutti questi luoghi comuni e detti possiamo metterci davanti al computer e scegliere come inviare una mail.
L’oggetto, la prima selezione la fa lui
Innanzitutto l’oggetto. Credetemi quando vi dico che ricevo quotidianamente mail che non meriterebbero risposta. Mail che hanno nell’oggetto qualcosa del tipo “Invio il mio manoscritto per la selezione nella vostra casa editrice apri allegato”. Poi non c’è un nome, non c’è un recapito, non c’è un’indicazione, ma solo un testo allegato in PDF. A volte arrivano soltanto alcune parti di capitolo.
Non è completamente sbagliato allegare solo una parte del manoscritto, perché se l’editore è interessato, dopo aver letto quello vi chiederà il resto. Personalmente, però, preferisco sempre quando mi si invia il testo completo. E possibilmente non in PDF.
Qualcuno storcerà il naso, perché un testo non in PDF viene considerato “meno sicuro”. Ma quando arriva un testo, abbiamo la necessità, prima di ogni altra cosa, di contare le battute e di lavorarci sopra, nel caso in cui non fosse già stato fatto. E vi assicuro che succede nel 90% delle volte. Abbiamo bisogno di mettere le mani dentro il manoscritto, perché la valutazione deve essere fatta a 360 gradi.
Se però avete formattato come vi ho suggerito negli articoli precedenti, allora potete anche permettervi di inviare un PDF e magari solo alcune parti, perché farete bella figura da subito.
Come deve essere un oggetto fatto bene
Un oggetto “perfetto” non è creativo. È utile. Deve dire subito che cosa state mandando e chi siete.
Dentro l’oggetto ci stanno, nell’ordine:
- Proposta manoscritto oppure Proposta di pubblicazione.
- Titolo dell’opera.
- Genere.
- Lunghezza in cartelle (o caratteri spazi inclusi).
- Nome e cognome.
Esempi pratici:
- Proposta manoscritto – “Titolo” – romanzo – 220 cartelle – Nome Cognome
- Proposta di pubblicazione – “Titolo” – saggio – 90 cartelle – Nome Cognome
- Proposta manoscritto – “Titolo” – thriller – 180 cartelle – Nome Cognome
Se state mandando solo un estratto perché l’editore lo richiede, scrivetelo chiaramente:
- Proposta manoscritto – “Titolo” – estratto richiesto – Nome Cognome
L’oggetto serve a far capire subito cosa sta arrivando. Se l’editore deve aprire la mail per capire chi siete e cosa state mandando, abbiamo già perso tempo.
La mail di presentazione, breve e intelligente
La mail non deve essere un romanzo. Il romanzo è in allegato. La mail deve stare in piedi in 10–15 righe, massimo, e deve rispondere a quattro domande.
- Chi siete.
- Che cosa state proponendo.
- Perché lo state proponendo proprio a quell’editore.
- Che cosa trovano in allegato.
La struttura che consiglio è semplice.
Saluto e destinatario. Una riga su di voi. Due righe sul progetto. Una riga sul perché quell’editore. Dati essenziali del manoscritto. Elenco allegati. Chiusura educata e recapiti.
Esempio pratico:
Buongiorno,
mi chiamo Nome Cognome e desidero sottoporre alla vostra attenzione il manoscritto “Titolo”.
Si tratta di un romanzo di genere X, completo, della lunghezza di circa 210 cartelle (caratteri spazi inclusi).
Ve lo propongo perché il vostro catalogo dedica attenzione a X e Y, e riconosco nella vostra linea un taglio compatibile con questo progetto.
In allegato invio manoscritto, sinossi e breve biografia.
Resto a disposizione per eventuali materiali aggiuntivi e ringrazio per il tempo dedicato alla valutazione.
Cordiali saluti,
Nome Cognome
Telefono – Email – Città
Fine. Senza poesie. Senza “sono nato per scrivere”. Senza tre pagine di spiegazioni.
Allegati e formato, due cose che evitano disastri
A meno che l’editore non chieda diversamente, l’asset base è questo:
- manoscritto completo.
- sinossi.
- biografia breve.
E qui vale la regola più importante di tutte: si rispettano le linee guida dell’editore. Se chiede PDF, si manda PDF. Se chiede solo estratto, si manda estratto. Se chiede una sinossi in un certo formato o con un limite di battute, si fa quella.
Ultimo dettaglio, che sembra sciocco e invece è serissimo: nominate bene i file.
- Titolo_NomeCognome_Manoscritto.docx
- Titolo_NomeCognome_Sinossi.docx
- Titolo_NomeCognome_Biografia.docx
È già un modo per farsi scegliere. Perché comunica ordine.
E adesso si aspetta, senza fretta
Ebbene, ora avete il vostro manoscritto perfettamente formattato. Avete scritto una mail di presentazione come si deve, dedicandola solo agli editori che avete selezionato, quelli che vorreste davvero pubblicassero il vostro libro.
Adesso resta solo da aspettare che vi rispondano e che ci siano sviluppi. In questo tempo potete fare molte cose, ma vi sconsiglio di farle con la fretta. La fretta, in questa fase, non è un’alleata.
C’è un passaggio che non abbiamo ancora approfondito, e che invece pesa tantissimo: l’editing. In teoria avremmo dovuto parlarne prima, cioè prima dell’invio e della selezione degli editori. Ma preferisco riaprire un capitolo a parte su questo tema.
Quindi: marzo lo dedicheremo all’editing e alle agenzie che possono aiutarci a presentare al meglio un manoscritto, senza snaturarlo e senza farci perdere tempo e soldi a vuoto.
Buon lavoro a tutti e buona lettura.
The post La mail che fa leggere un manoscritto first appeared on Itali@ Magazine Arte, Cultura, Musica, Scienza & Ambiente.