Vigilia Padova-Spezia Andreoletti: “Troveremo avversario avvelenato, vogliamo dare continuità all’ultima prestazione”
Mister Matteo Andreoletti alla vigilia di Padova-Spezia:
Un turno infrasettimanale in un momento delicato, visto che è anche uno scontro salvezza: come ha preparato la partita in queste poche ore?
Sì, è una partita molto complicata, una sfida salvezza da preparare in pochissimo tempo. Anche se ci siamo un po’ abituati a questi turni, non è mai semplice né dal punto di vista della preparazione della gara né da quello del recupero delle energie fisiche e mentali. Ovviamente questo vale per noi ma anche per gli avversari. Sarà una partita difficile contro un avversario arrabbiato perché ha perso immeritatamente l’ultima partita. Noi dobbiamo andare avanti nel nostro percorso con grande equilibrio, con la giusta mentalità ma soprattutto con grande umiltà.
L’avversario non viene da un risultato positivo ma sarà sicuramente agguerrito.
Sì, ma non parliamo di una squadra in crisi: hanno perso l’ultima partita ma venivano da diverse ottime prestazioni, soprattutto fuori casa. Dobbiamo essere consapevoli che affrontiamo una squadra con valori più grandi di ciò che dice la classifica; a gennaio si sono rinforzati ulteriormente. Non dobbiamo fare l’errore di sottovalutare nessuno: in Serie B il Padova deve avere l’umiltà di affrontare tutti al massimo.
Tornando alla vittoria di Modena, qual è l’aspetto che le è piaciuto di più? L’emergenza ben affrontata? L’approccio?
Sono tantissimi gli spunti positivi di quella partita, che però va presto dimenticata. Sono molto felice della risposta di chi fino ad oggi ha giocato un po’ meno, ma io so come lavorano i miei giocatori. Dobbiamo riproporre la stessa voglia di prenderci dei rischi. Se difensivamente abbiamo sempre avuto una grande attitudine, in questo campionato dobbiamo avere la voglia di fare meglio con la palla, come è stato a Modena, attaccando e riempiendo gli spazi: abbiamo dimostrato che possiamo fare cose molto buone, anche e soprattutto con la palla.
A Modena c’erano molte assenze, domani? Come stanno Harder, Barreca e Bortolussi?
Barreca ha una situazione abbastanza impegnativa che lo terrà fuori per alcune settimane, ce lo aspettavamo già dal momento dell’infortunio in allenamento. Dispiace molto, ma chi lo sostituirà dovrà dare il massimo per non far sentire la sua assenza. Bortolussi e Harder verranno in panchina domani, ma valuteremo se potranno giocare: Bortolussi ha un problema alla schiena che valuteremo domani; per Harder stiamo aspettando gli esiti degli esami che sta facendo in queste ore. Recuperiamo Ghiglione, sta bene. Per il resto siamo gli stessi, manca anche il Papu.
Pensa di fare qualche cambio? Pastina e Crisetig hanno fatto molto bene ma magari non hanno i minuti per farne due di fila?
La valutazione è talmente intelligente che nella domanda c’è già la risposta: sono giocatori che per motivi diversi hanno trovato meno spazio. È chiaro che giocare due partite di fila dall’inizio potrebbe essere rischioso, quindi potremmo valutare soluzioni alternative dall’inizio. Veniamo però da un’ottima prestazione, dunque non vogliamo stravolgere la squadra.
Cosa teme di più dello Spezia, sia come singoli sia come gruppo?
È una squadra con tanti giovani molto bravi, abbinati a giocatori che conoscono bene la categoria. Hanno grande struttura fisica e portano molti giocatori in area di rigore, sia per il sistema di gioco sia per le loro caratteristiche. Dovremo essere bravi a giocare la partita sui nostri binari: se ci lasciamo schiacciare, lasciamo a loro la possibilità di fare il loro gioco. Dobbiamo essere ancora più bravi rispetto a Modena, soprattutto nella fase di possesso e in quella offensiva.
Alla vigilia dell’ultima partita ha chiesto più coraggio alla squadra: oggi cosa chiede?
Secondo me dobbiamo andare alla ricerca della continuità. A Modena abbiamo avuto un parametro alto che deve diventare il nostro riferimento: per salvarci abbiamo bisogno di prestazioni di questo livello, sotto tutti gli aspetti. Questa partita deve diventare la nostra asticella e il punto di riferimento per le nostre prestazioni, va mantenuto questo livello. Possiamo fare anche qualcosa di meglio.
È contento di come hanno recuperato i giocatori dalla partita di sabato?
Le difficoltà più grosse non sono tanto legate ai giocatori che hanno giocato molto fino ad ora, ma a quelli che per colpa mia hanno giocato poco durante la stagione. Qualcuno dice che è meglio giocare spesso, ma è chiaro che per chi ha pochi minuti nelle gambe diventa più difficile, anche per noi lavorare sulla partita. Non è però un alibi: il tempo manca a noi come agli avversari, dobbiamo essere bravi a gestire i minuti in cui saremo in difficoltà.
Davanti può dirci qualcosa? Ha tanti attaccanti disponibili: Lasagna ha fatto una grande partita senza Bortolussi.
Io mi tengo stretto tutto il reparto offensivo che, in assenza del Papu, ha dimostrato grande qualità. Abbiamo tanti giocatori con caratteristiche molto diverse: Seghetti ha un grande guizzo e spunti; Lasagna ha caratteristiche uniche, una grande struttura fisica e ti dà profondità; poi ci sono attaccanti come Buonaiuto e Caprari che possono fare la seconda punta o il trequartista. In assenza del Papu sono sempre in difficoltà a fare la formazione, perché le valutazioni sono spesso legate al minutaggio dei giocatori. La cosa positiva è che stiamo tutti bene e davanti posso scegliere i giocatori in base alla gara che mi aspetto.
Affronta un allenatore molto importante: lo conosce?
È bergamasco come me ma di un’altra zona, non lo conosco personalmente ma lo conosco come allenatore. La cosa bella della B è che ti trovi a confrontarti con allenatori, piazze e calciatori che un tempo affrontavo a Football Manager e ora nella realtà. È motivo di orgoglio per me affrontare questi colleghi: c’è molta voglia da parte nostra di misurarci con queste personalità e dimostrare di essere all’altezza.
Sorrentino torna titolare?
Sì, si è meritato di essere il titolare. Fortin ha giocato perché ho pensato potesse darci energie positive sabato, ma il rendimento di Sorrentino lo certifica come portiere titolare.
Sarà l’aspetto mentale a fare la differenza? Il Padova parte in vantaggio vista la vittoria?
Io sono un po’ particolare ma ragiono sempre un po’ al contrario: sono sempre più preoccupato da chi arriva da una partita negativa, perché spesso la motivazione batte la qualità in questa categoria. Troveremo un avversario avvelenato sia per la sconfitta immeritata sia per la classifica. Noi dobbiamo capire e far capire di che pasta siamo fatti. Non possiamo pensare di affrontare una partita al 99% solo perché la classifica ci sorride un po’ di più in questo momento: dobbiamo dimostrare ogni gara di poter stare nella posizione in cui siamo, senza mai sottovalutare nessuno o ritenerci superiori a qualcuno.
L’allenatore più importante della storia del Padova, Rocco, è diventato famoso per il catenaccio: il Padova di Andreoletti verrà ricordato per la grinta e la voglia che la squadra mette in campo. I tifosi vi stanno sostenendo molto, anche in trasferta.
È straordinario l’affetto che c’è intorno alla squadra e secondo me è tutto meritato. Forse non siamo quelli che sbagliano meno, ma sicuramente non ci buttiamo mai giù: vogliamo sempre recuperare e dare il massimo. Squadre con un cuore come il nostro non ce ne sono tante. Oggi c’è una bellissima sinergia tra tifo e squadra, e non è scontato. Ciò che i ragazzi stanno facendo da un anno e mezzo a questa parte rende possibile tutto questo; viceversa, il grande sostegno dei tifosi ci aiuta a essere ciò che siamo. Il Padova, per raggiungere i suoi obiettivi, ha bisogno di tutto questo.
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