Segna in rovesciata, si sfila la maglia e poi tenta la scusa più incredibile: espulso tra le risate
Una rovesciata da applausi, un’esultanza da ingenui e un cartellino rosso che sa di beffa. Succede nel campionato maltese, durante Hibernians–Valletta, in una scena che sembra uscita da una commedia di Lino Banfi più che da una partita di campionato. Il protagonista è Miullen, centravanti degli Hibernians. Quando la sua squadra è sotto nel punteggio, l’attaccante si inventa un gol spettacolare: rovesciata perfetta, pallone in rete e 1-1. Un gesto tecnico da copertina, di quelli che fanno scattare l’istinto primordiale dell’esultanza sfrenata. E infatti Miullen si lascia trascinare dall’entusiasmo: si sfila la maglietta e corre a festeggiare.
Peccato per un dettaglio non proprio trascurabile: era già ammonito. E togliersi la maglia, regolamento alla mano, significa secondo giallo automatico. I suoi compagni lo guardano increduli, neanche corrono ad abbracciarlo. Sanno che il loro centravanti ha appena fatto una sciocchezza. Quando se ne rende conto, Miullen prova la carta della disperazione. Si toglie anche il Gps che indossava sui pettorali e tenta una spiegazione creativa: non voleva esultare in modo irregolare, stava semplicemente sfilando la pettorina aderente che ormai molti calciatori portano sotto la maglietta.
Un tentativo di salvataggio in extremis che però non convince il direttore di gara. Nessun ripensamento, nessuna indulgenza: l’arbitro non se la beve ed estrae il cartellino giallo, con conseguente espulsione. Dalla rovesciata agli spogliatoi nel giro di pochi secondi.
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