Una folla per l’ultimo saluto a don Vernetti: «Pastore buono legato alle sue comunità»
STRADELLA. Stradella si è fermata mercoledì mattina per dare l’ultimo saluto al suo parroco, don Gianluca Vernetti, scomparso venerdì scorso, in montagna in Valle d’Aosta, stroncato da un malore improvviso a 57 anni.
CHIESA E PIAZZA GREMITE
Una folla di persone, almeno un migliaio, ha voluto essere presente per l’ultimo saluto.
La chiesa parrocchiale si è riempita fino al limite, tanto che molte persone hanno dovuto seguire le esequie dal sagrato e dalla piazza Vittorio Veneto, che era stata chiusa proprio per accogliere le persone. Sul feretro, come da disposizioni lasciate scritte dallo stesso don Vernetti, la cotta con la mozzetta da arciprete e la stola bianca e il lezionario, aperto sul vangelo della resurrezione. Intorno, il picchetto d’onore dell’associazione nazionale carabinieri.
Un centinaio i sacerdoti presenti, sia della diocesi di Tortona, che si quelle di Pavia e Genova. Oltre trenta i sindaci e amministratori oltrepadani: in prima fila il sindaco di Stradella, Gianpiero Bellinzona, il presidente della Provincia, Giovanni Palli, il consigliere provinciale Amedeo Quaroni e il consigliere regionale Claudio Mangiarotti. Tra l’assemblea, poi, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni con i labari, delle comunità parrocchiali, tra cui Stradella, Varzi, Zavattarello, Broni, dove don Vernetti ha svolto il suo ministero pastorale.
La funzione
All’inizio della celebrazione, il vicario foraneo del vicariato Broni-Stradella-Valle Versa, don Luciano Chiesa, ha ripercorso brevemente la biografia del sacerdote, poi il vescovo di Tortona, monsignor Guido Marini, che ha presieduto le esequie ha mandato «un abbraccio e una carezza con tutta la tenerezza di cui sono capace» ai genitori di don Vernetti, Bruna ed Enrico, al fratello Flavio e a tutti i familiari.
«L’improvvisa scomparsa del caro don Gianluca ha lasciato tutti noi senza respiro e senza parole e ha indotto al pianto» ha detto il vescovo, che poi ha sottolineato alcune qualità di don Vernetti: lo zelo pastorale, la bontà di cuore, l’amore per il Signore e per la Chiesa, la sua simpatia e ironia. «Questa presenza numerosa dice il legame profondo che don Gianluca ha saputo realizzare e vivere con le comunità e le persone che ha incrociato nella sua lunga attività pastorale - ha aggiunto il presule -. Anche la numerosa presenza di sindaci e autorità è segno di quella collaborazione cordiale, proficua e serena e bella che ha saputo portare avanti con le istituzioni».
Concetti che il presule ha ribadito poi durante l’omelia: «Penso che al di là di tante altre caratteristiche, qualità, talenti di cui don Gianluca è stato arricchito in modo singolare dalla grazia del Signore, sia soprattutto questo che lo abbia caratterizzato come uomo e sacerdote: un pastore buono davvero un buono di cuore - ha detto ancora -. Ed è ciò che di più bello si possa dire di un uomo e di un pastore. Grazie don Gianluca perché in mezzo a noi in questa amata diocesi di Tortona tu sei stato un pastore buono e dunque un pastore secondo il cuore di Gesù».
Al termine della funzione, il feretro è uscito dalla chiesa accompagnato da un lungo applauso, che ha spezzato il silenzio della città che, per rispetto del lutto cittadino proclamato dal Comune, ha fermato per alcune ore le attività, con vetrine spente e serrande abbassate. Fuori, la piazza - la stessa che si riempì di gioia il 31 gennaio 2021 per il suo ingresso a Stradella - ha voluto dargli l’ultimo saluto: un abbraccio, una carezza, un bacio, una mano posata su quel feretro caricato sul carro funebre. Infine, l’ultimo lunghissimo applauso che ha accompagnato don Vernetti fuori dalla città verso il cimitero di Zavattarello, suo paese di origine, dove è stato sepolto.