Sciarra confermato alla guida della UilTucs «Siamo tra la gente»
IVREA. Francesco Sciarra è stato confermato all’unanimità segretario generale della UilTucs di Ivrea. Il congresso della categoria si è svolto a Candia Canavese, al Lido Molo 34, alla presenza di 60 delegati, del segretario nazionale UilTucs Gennaro Strazzullo, del segretario organizzativo regionale della categoria Cosimo La Volta e del segretario generale della Camera sindacale della Uil del Canavese Luca Cortese. Nello stesso congresso, la funzionaria Ilenia Posa, sempre all’unanimità, è stata eletta componente della segreteria territoriale. Sciarra è arrivato alla guida della UilTucs nel 2014 e ha lavorato sodo: +46% di iscritti. E oggi UilTucs Piemonte è la prima struttura nazionale di categoria e la prima, a livello regionale, per numero di iscritti. «Il sindacato – dice Sciarra – non inizia con una firma su un contratto, ma con una persona che entra in sede e ci dice: ho un problema. In questi anni non siamo rimasti dietro una scrivania, ma siamo stati nei luoghi di lavoro». Sciarra, nella sua relazione, ha sottolineato il modello economico mutato sul territorio: «A Ivrea e in tutto il Canavese il baricentro si è spostato: commercio, grande distribuzione, turismo, servizi, logistica». In Canavese, la grande distribuzione ha moltiplicato gli investimenti in nuovi supermercati, e su questa strategia il sindacato esprime delle critiche: «Il potere d’acquisto e la capacità dei consumi non è in crescita ed è un modello che, prima o poi, ci imploderà tra le mani». Il sindacalista evidenzia, però, anche la crescita delle fragilità: «Ci confrontiamo quotidianamente con rapporti di lavoro part-time imposti e non scelti, contratti a termine che si rinnovano senza stabilità, cambi appalto che generano incertezza, salari che faticano a stare dietro all’inflazione, turni spezzati che rendono impossibile conciliare vita e lavoro». C’è, poi, il tema delle commesse esternalizzate, anche del settore pubblico, come mense, assistenza, pulizie, dove la maggior parte delle persone che lavora è donna e ha contratti part time, da 15 a 24 ore, con appalti che comportano richieste di maggiore produttività ai lavoratori, spesso a parità o riduzione di orario o, in alcuni casi, di salario. «Noi chiediamo e auspichiamo sempre – osserva Sciarra – una maggiore collaborazione e vigilanza sul rispetto dei contratti di appalto per evitare che si sia una deriva. E questa vigilanza e sensibilità la chiediamo soprattutto alla committenza pubblica». «Il lavoro – conclude il sindacalista – deve riconoscere la dignità della persona e non può ridursi a una mera sopravvivenza. La precarietà non solo un problema momentaneo o individuale, ma impatta aspetti futuri incidendo su contribuzione e sulle prestazioni pensionistiche e rappresenta un limite di sviluppo della persona e della comunità». —