Pavia. Il Ponte di via Ludovico il Moro? La giunta Fracassi voleva eliminarlo
PAVIA. «Quella parte di Città giardino merita di essere ricollegata quanto prima». E poi: «Mi aspetto che la città abbia di nuovo il suo ponte». Parole del capogruppo di Forza Italia Antonio Bobbio Pallavicini, tra i più infervorati in quel centrodestra schierato con gli abitanti del quartiere e contro la giunta Lissia sulla questione del ponte di via Ludovico il Moro, chiuso da quasi 20 mesi in attesa della conclusione dell’intervento di manutenzione straordinaria, slittata più volte.
Eppure il piano della giunta Fracassi, della quale Bobbio Pallavicini era assessore proprio ai Lavori pubblici, era quello di eliminare l’allora già malandato ponte Bailey sul Naviglio, per sostituirlo con una passerella ciclopedonale: dunque uno stop definitivo al transito di veicoli, con l’obiettivo di convogliare tutto il traffico sul vicino ponte Ghisoni che era in fase di rifacimento (fu completato dopo quasi 3 anni e vari ritardi, al costo di 2 milioni 385mila euro). In pratica, paradossalmente, il quadro finale della viabilità della zona sarebbe stato identico a quello, attuale ma provvisorio (col ponte di via Ludovico il Moro chiuso), che tante proteste sta scatenando.
Il progetto di fattibilità era uno degli undici messi a punto dagli uffici comunali e approvati dalla giunta Fracassi il 9 marzo 2021, anche nell’ottica di aggiudicarsi i finanziamenti del bando Pinqua (Programma innovativo nazionale qualità dell’abitare). La scheda sul ponte di via Ludovico il Moro partiva dall’analisi dello stato di fatto: una struttura da tempo degradata e non compatibile «a portare i carichi previsti da normativa» (infatti già da inizio 2021 era a senso unico alternato). Di qui, ritenuta «l’insostenibilità economica e tecnica della manutenzione e del rinforzo strutturale», la soluzione prevista era che «alla avvenuta ultimazione e collaudo del ponte di via Ghisoni il traffico veicolare verrà spostato su quest’ultimo manufatto, pertanto l’Amministrazione Comunale intende realizzare una passerella pedonale in luogo del ponte bailey in via Ludovico il Moro al fine di incrementare la mobilità dolce (pedonale e ciclabile)».
Si prevedeva un costo di 700mila euro tra rimozione del ponte, passerella ciclopedonale e la rotatoria, in corrispondenza del ponte Ghisoni, poi effettivamente realizzata al posto degli impianti semaforici. Il Comune rimase però escluso dai fondi del bando Pinqua e la giunta nei successivi anni non fece alcun intervento sul ponte, ulteriormente gravato dalla lunga chiusura del Ghisoni, tanto che nel luglio 2024 dopo un’ispezione che rilevò alcuni pericolosi cedimenti la giunta Lissia, appena insediata, fu costretta a decretarne la chiusura.
Contattato dalla Provincia Pavese, Bobbio Pallavicini non ha replicato. Lo fa Nicola Niutta, attuale capogruppo di Fratelli d’Italia e all’epoca presidente del Consiglio comunale: «Personalmente non ho neanche mai sentito parlare di un progetto del genere. A livello pratico comunque non cambia nulla delle responsabilità della giunta attuale, tutte le decisioni sulla sorte del ponte partono da luglio 2024. L’alibi di Fracassi ormai non tiene più». —
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