Studenti di Infermieristica con la Cri al Carnevale di Ivrea
IVREA. Il Carnevale di Ivrea come palestra formativa per gli infermieri del futuro. Non era mai successo, se non in un paio di occasioni. Poi, quest’anno, un progetto di Infermieristica con la Croce rossa ha permesso a 14 studenti del terzo anno del corso di laurea di affiancare le varie équipe di soccorritori (a piedi, nel posto medico avanzato, nelle tende) e condividere questa esperienza.
Il progetto e il riscontro dell’esperienza positiva ottenuto dagli studenti sono stati presentati mercoledì pomeriggio a Infermieristica. «Siamo sempre attenti – ha spiegato Roberta Sturaro, co-coordinatrice del Polo – alla formazione dei futuri infermieri anche nei contesti al di fuori del contesto ospedaliero. Questo, del Carnevale, ha permesso di sperimentare sul campo come funziona un’articolata macchina dei soccorsi all’interno di una manifestazione dinamica e dove, in poche ore, si concentrano migliaia di persone». Per gli studenti, l’esperienza è stata positiva. Alcuni di loro, pur vivendo in Canavese, non avevano mai visto dal vivo il Carnevale di Ivrea.
Sacha Pellone, presidente del comitato della Croce rossa di Ivrea, spiega: «Sicuramente è stata un’esperienza positiva per gli studenti e anche per noi, perché è importante abbattere gli steccati fra professionale e volontariato e lavorare mettendo insieme tutte le risorse del territorio: professionisti, studenti, terzo settore. La rete è fondamentale in ogni attività, in ogni ambito. E l’esperienza di persone diverse, che non si conoscevano prima e si trovano a far parte della stessa équipe mettendo in campo ciascuno la propria professionalità per lavorare insieme in un contesto di emergenza è un aspetto importante». E spiega ulteriormente: «L’aspetto formativo importante è proprio legato al lavoro in squadra. Ci sono contesti in cui la squadra si deve costituire subito e questo avviene solo quando ogni componente ha una piena consapevolezza del sistema e delle sue competenze. Qui lo abbiamo sperimentato nel contesto del Carnevale, ma è lo stesso principio che vale ad esempio nelle maxi emergenze di protezione civile». Visto l’esito del primo esperimento, pare praticamente certo che sarà riproposto. Gli stessi studenti che hanno partecipato, tutti del terzo anno e quindi nella fase finale del loro percorso di studi, consigliano l’esperienza agli altri. Ciascuno degli studenti ha infatti raccontato cosa abbia significato questa partecipazione al Carnevale e tutti ne hanno ricavato un’impressione estremamente positiva. Tra i denominatori comuni: l’essersi sentiti accolti e parte integrante delle équipe dagli infermieri che li hanno affiancati e dal personale medico. «Sono stati disponibili a spiegare e a insegnarci cose, a parlare con noi, a condividere ragionamenti e a impegnarci in prima persona», è la sintesi. Tutti hanno raccontato di avere avuto spazio, ascolto e possibilità di mettersi in gioco. Tutti sono rimasti favorevolmente impressionati dalle competenze del variegato personale medico e paramedico che si occupa della manifestazione. Tra i valori aggiunti c’è stato proprio quello di trovarsi in un contesto di emergenza: migliaia di persone concentrate nello stesso spazio in modo dinamico e in poche ore con diversi bisogni. Del gruppo degli studenti, c’è chi ha vissuto il Carnevale tra i soccorritori alla battaglia delle arance, chi il sabato sera, chi è rimasto al posto medico avanzato. Qualcuno, che non conosceva la manifestazione, ha voluto viverla sia come futuro infermiere che come pubblico. Tutti sono rimasti colpiti dalla complessità della macchina dei soccorsi e dal coordinamento dalla sala operativa comune dove, quest’anno, era presente anche un infermiere. La macchina dei soccorsi è organizzata per affrontare una maxi emergenza. —