Cardiologia a corto di dottori a Voghera. Il primario: «Subito i concorsi»
VOGHERA. Fare il concorso per il primario insieme a quello per gli specialisti, così da rinnovare il reparto con un’intera equipe già formata. È questa la proposta che il primario di cardiologia Pietro Broglia ha fatto ad Asst in merito al suo prossimo pensionamento: il responsabile lascerà il reparto ad agosto, e prima di lui sono pronti ad andarsene altri quattro cardiologi. Questo, come hanno rilevato i sindacati nei giorni scorsi, rischia di mettere in difficoltà chi rimane, ma soprattutto di ripercuotersi sulle prestazioni ai pazienti: ecco perché l’azienda ha previsto tra fine marzo e inizio aprile l’espletamento di un concorso per rimpiazzare i medici che lasciano.
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Quello che per ora manca, però, è il concorso per il direttore di reparto. E le due cose, in realtà, sono correlate. «Ogni primario – spiega Broglia – ha degli allievi, una squadra già formata che lavora con un proprio metodo consolidato, e che tendenzialmente è iper-specializzata in una branca della materia. Ecco perché sarebbe importante far uscire i due concorsi in contemporanea, anche se poi l’incarico effettivo per il primario potrebbe cominciare dopo. In questo modo si potrebbe imprimere una svolta del reparto in una precisa direzione, farlo crescere ed evolvere. Perché, come diceva Churchill- continua ridendo – “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”. L’azienda sta valutando la proposta, ma pare intenzionata ad assecondare la richiesta».
Nonostante le difficoltà a cui si andrà incontro nei prossimi mesi, il turn over potrebbe portare quindi a un nuovo percorso: «Aggiungo – dice Broglia – che nessuno di coloro che lascia il reparto ha deciso di spostarsi in una struttura privata, cosa che spesso accade e che ho sentito dire. Sono professionisti che semplicemente (anche per il fatto che io vado in pensione) si avvicinano a casa, ma sempre nel pubblico».
Broglia è primario del reparto vogherese da 11 anni, e prima era al Policlinico di Milano. In questo periodo ha richiesto all’azienda di acquistare diversi macchinari, e di rendere quindi il reparto non solo funzionale e all’avanguardia, ma anche appetibile per il momento in cui avrebbe lasciato la sua guida. «Abbiamo acquistato di recente un apparecchiatura per la risonanza del cuore e un’angiotac coronarica che si utilizza insieme ai radiologi. C’è quindi margine, per esempio, per far crescere la branca dell’imaging cardiaco, ovvero la nuova diagnostica per immagini». —