Frana di Quincinetto, chiesto alla Regione di assumere la guida degli interventi
QUINCINETTO. Un primo incontro interlocutorio, quello di giovedì 5 marzo, che ha visto del tavolo del comitato tecnico per la frana di Quincinetto ripartire con la prima riunione dell’anno.
Diverse le questioni che il sindaco Angelo Canale Clapetto ha presentato al direttore regionale delle opere pubbliche Bruno Ifrigerio, ai vari tecnici e ai rappresentanti di Piemonte e Valle d’Aosta: tra queste, centrale rimane la richiesta che la Regione diventi unico soggetto attuatore degli interventi.
«Come Comune ci siamo sempre trovati a gestire gli interventi per una questione di vicinanza – spiega il primo cittadino -. Siamo però un Comune piccolo, privo delle forze adeguate ad affrontare interventi di questo tipo. Alla luce di queste difficoltà, abbiamo chiesto che la Regione provveda a incaricare i professionisti e gli studi relativi all’intervento da effettuare, occupandosi anche di appalti e rendicontazioni. Vi è anche il problema d’esposizione finanziaria del nostro Comune, che ha sempre anticipato i soldi per gli studi tecnici, con tutte le difficoltà del caso. Che sia d’ora in poi la Regione Piemonte l’unico soggetto attuatore, e che il comune di Quincinetto sia il beneficiario di compensazioni e interventi».
Vista la presenza istituzionale, il sindaco ne ha approfittato anche per presentare questioni rilevanti per il paese, seppur non relative alla frana: «Abbiamo chiesto, qualora vi siano i presupposti per la sussidiarietà, che la Regione affianchi il Comune anche in altre questioni in ballo – continua Clapetto -. In base alla convenzione tra Comune e Valle d’Aosta per la costruzione di un impianto di trattamento fanghi è stata concordata una viabilità provvisoria per il cantiere, ed entro giugno di quest’anno si dovrà preparare una convenzione per la viabilità definitiva. Gli studi di fattibilità ci sono già, ma abbiamo chiesto di affiancarci per predisporre la convenzione perché escluda il traffico veicolare dall’abitato di Quincinetto, con una viabilità alternativa per gli automezzi che non passi dal centro. Infine, ne abbiamo approfittato anche per riproporre un’ipotesi di intervento nata negli anni 2000, il disalveo e la ripulitura della Dora Baltea da Carema a Quassolo».
Oltre alla presentazione delle necessità del Comune, la riunione del 5 marzo è servita anche per far capire le operazioni fatte fin’ora e come procedere allo studio di una soluzione per la frana.
«Il monitoraggio della situazione, che analizza cosa funziona e cosa no, è effettuato dalle università di Torino e Firenze – spiega il sindaco -. Ogni 3 mesi viene effettuato anche un controllo via satellite per la parte posteriore del versante. Secondo gli studi, sono le piogge frequenti ad accelerare il movimento dei blocchi ciclopici. In ogni caso la Sav (Società autostrade valdostane) è sempre intervenuta celermente in questi casi per chiudere l’autostrada o una corsia e garantire la sicurezza». Il prossimo appuntamento è previsto dopo Pasqua, circa a metà aprile. Lì si prenderà in esame cosa fare per ridurre ancora di più il rischio e per decidere quali interventi portare avanti. lorenzo zaccagnini