Baratta, identificata la persona con la pistola: è un ex studente della scuola
VOGHERA. La persona vista dai professori con una pistola fuori dal Baratta – Maragliano di Voghera martedì 10 marzo è stata identificata dalla polizia: si tratta di un ex studente del Baratta.
Il ragazzo, minorenne, non frequenta più l’istituto. Era stato inquadrato dalle telecamere e riconosciuto dai professori mentre si aggirava fuori dall’istituto mostrando una pistola che si è poi rivelata essere finta. probabilmente un’arma da soft air. Il ragazzo è accusato di procurato allarme: sembrerebbe che il giovane abbia mostrato deliberatamente la pistola mentre girava intorno alla scuola, forse per intimidire qualcuno.
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La vicenda
Fuori dal plesso di via Don Milani che ospita Baratta e Maragliano, scuole superiori di Voghera, infatti, martedì 10 marzo intorno a mezzogiorno alcuni docenti avrebbero visto aggirarsi un uomo (o un ragazzo, non è chiara l’età) con una pistola in mano, facendo immediatamente scattare l’allarme.
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Mentre sul posto arrivavano gli uomini della polizia di stato, dentro scattavano tutte le misure di emergenza, e gli studenti venivano blindati all’interno dell’edificio. La fase uno è stata chiudere tutti gli ingressi, poi allontanare i ragazzi da porte e finestre, stipandoli nei corridoi e nei vani scala in attesa di capire se ci fosse un reale pericolo.
Le indagini
La Polizia ha subito fatto partire le indagini: visionate le telecamere, sentiti i testimoni. La sindaca Paola Garlaschelli ha scritto un post su Facebook dopo che la notizia aveva cominciato a circolare nel pomeriggio: «Desidero ringraziare la Polizia di Stato e gli agenti del Commissariato di Voghera per la professionalità e la tempestività con cui hanno gestito l’intera vicenda, intervenendo subito sul posto e arrivando in tempi rapidi a chiarire i fatti. Un ringraziamento va anche alla dirigenza scolastica, ai docenti e al personale del Baratta che hanno gestito con prontezza e grande senso di responsabilità le procedure di sicurezza, garantendo la tutela degli studenti durante le verifiche. Situazioni come queste generano comprensibile preoccupazione ma dimostrano anche che il sistema di sicurezza e collaborazione tra scuola e forze dell’ordine funziona. La serenità dei nostri ragazzi e delle loro famiglie resta una priorità assoluta per tutta la comunità di Voghera. Il mio appello ai ragazzi è uno solo: non pensate mai di adottare comportamenti del genere perché la soluzione dei problemi passa sempre e solo dal dialogo con genitori e docenti».
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