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Anna Chiara Mascolo: “Tanti giudicano gli atleti senza sapere e dando per scontato che la loro vita vada sempre bene”

Incassare, ascoltarsi, nel caso fermarsi. E poi ripartire. Dopo un periodo tormentato, Anna Chiara Mascolo è tornata a brillare. Il talento della Nazionale italiana di nuoto è infatti reduce dagli ottimi Campionati Europei in vasca corta dove, tra i vari piazzamenti, ha anche ottenuto un posto in finale nei 400 stile libero. Un traguardo molto importante, raggiunto grazie ad un lavoro mentale e fisico con cui è apparsa letteralmente rigenerata, così come testimoniato dalla diretta interessata nel corso dell’ultima puntata di Swim Zone, rubrica di approfondimento in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura di Alessia Polieri e Sofia Altavilla.

La toscana in prima battuta ha tracciato un bilancio su quanto fatto lo scorso dicembre in quel di Lublino, in Polonia, sede proprio della rassegna continentale: “Mi hanno dato una bella carica in vista della stagione in vasca lunga; non mi aspettavo di andare così forte per i miei standard in corta, in passato ho sempre faticato un po’. Ma la sorpresa è stata più lo scorso anno quando mi sono qualificata per i Mondiali di Budapest; dopo le Olimpiadi non avevo più fatto partecipazioni in Nazionale, da lì ho abbassato un secondo e mezzo nei 200, quest’anno ne ho abbassato un altro. Mi ha fatto capire che, indipendentemente da quello che si crede, quando si è sereni si riesce sempre a tirare fuori qualcosa. Quest’anno sono andata forte anche nei 400 metri, questo significa che il lavoro fatto negli ulti anni, che è stato voluminoso, ha dato i suoi frutti anche sotto questo aspetto. Aspettative per la vasca lunga? Purtroppo abbiamo avuto dei problemi con la nostra piscina, speriamo di poter ricominciare presto ad allenarci vicino casa. Io sono tornata da un collegiale a Flagstaff in altura, dove ho nuotato per tre settimane in lunga ogni giorno. La preparazione procede bene, non vedo l’ora di gareggiare per vedere come sto”. 

L’atleta ha poi svelato i suoi prossimi impegni: “Andrò a Livorno il 19 e 20 marzo. Prima faremo un piccolo collegiale in lunga a San Marino, giusto la settimana prima. Anche lì potremmo preparare bene le cose. Sarà il primo ed ultimo test. Obiettivo in vista degli Assoluti? Sono molto positiva a riguardo; è chiaro che sono gli Europei, devo dire che ultimamente ho cominciato a godermi la gioia della qualifica e la necessità di fare bene anche in gara. Ce l’ho fatta a Budapest, Singapore e agli ultimi Europei. Ci sono anche i Giochi del Mediterraneo a fine agosto. Voglio fare un po’ meglio anche i 100. Se riuscissi a qualificarmi al meglio nelle mie gare ne testerei anche altre. Ma non essendo sicura della mia qualifica devo concentrarmi sulle mie. Nei 100 recentemente ho fatto il mio personale, non agli Europei“.

Mascolo ha poi affrontato un tema molto delicato per ogni sportivo, relativo alla serenità mentale: “Quando ho fatto sia i Mondiali che le Olimpiadi, il mio obiettivo è sempre stato la qualifica, poi però non ho mai reso in gara. Anche perché mi sono sempre qualificata a giugno, al Settecolli, quindi a ridosso dei grandi eventi. Ho fatto la stessa cosa lo scorso anno, però poi fine luglio ho abbassato i miei tempi. Sono stata tanto brava di testa; ho fatto tanto lavoro a livello di serenità interiore. Adesso credo molto più in me stessa rispetto a prima, ho molta più consapevolezza, faccio meno caso alle sensazioni. Chiaro che se riesci a qualificarti ad aprile ed hai una programmazione lunga, oltre che una mentalità serena hai anche una preparazione fisica di un certo tipo, e allora puoi fare veramente bene. Questo è uno dei miei obiettivi. La fase in corta è andata bene, lì riesci a mantenere una condizione di forma per più tempo. In lunga per quanto mi riguarda fatico ad essere costante, ma potrebbe essere solo una cosa personale“.

L’atleta ha quindi proseguito: “Sono seguita da una psicoterapeuta. Il Centro Sportivo Carabinieri ha anche un altro professionista, ho lavorato molto anche con lui. Si lavora non solo sul lato sportivo ma anche sul resto della vita. Le due cose sono connesse. Appena sono riuscita a stare più tranquilla nella mia quotidianità, il nuoto è venuto di conseguenza. Con lo psicologo dei Carabinieri lavoriamo sulla visualizzazione, su tecniche di respirazione e meditazione. Io sono seguita poi da una psicoterapeuta che mi aiuta anche nel resto. Sono figure fondamentali, ma tanto lavoro devi farlo da solo. E tanto lavoro lo fanno le esperienze, quelle negative sono quelle che ti insegnano più. Il mio approccio è molto cambiato dopo aver mancato Parigi 2024: c’ero rimasta male perché ho sbagliato a livello mentale. Mi sono data la possibilità di stare male, cosa che non avevo mai fatto. Lì mi sono fermata, ero da sola, in camera, non volevo vedere nessuno. Quando riesci a percepire il dolore non lo vuoi ritrovare più, quindi lotti per cercare di evitarlo e trovi le vie migliori. Ad un certo punto cresci, acquisisci consapevolezza e ti fai più domande. A 16 anni andavo forte, non capivo niente. Quando sono andata a Tokyo 2020 non capivo e non mi rendevo conto. Andavo forte e basta. Dopo sono subentrate aspettative, consapevolezza, dubbi. E ci sono stati tre anni in cui non combinavo molto. Ma mi sono serviti“.

Mascolo ha poi fatto una considerazione generale sulla percezione del pubblico e degli addetti ai lavori sugli atleti: “Cerco sempre di evitare qualsiasi tipo di commento sugli altri. Abbiamo una vita fuori dal nuoto, possono succedere cose brutte. A volte non si sanno, ci sono tante lotte che ognuno fa a casa, fuori dalla piscina. Poi magari in gara va male e tutti parlano senza sapere cosa sta passando quella persona. Ognuno reagisce in modo diverso in base a quello che capita nella propria vita; alcuni nei momenti di maggior difficoltà riescono ad andare più forte, a sfogarsi. Si può anche rimanere neutrali, ma è una cosa che fa parte di te, la devi accettare. Se la vivi in un certo modo, è quella. Poi la superi, ti abitui, si diventa più forti. Ma c’è bisogno di tempo. Non bisogna mai dare per scontato che vada sempre bene per tutti gli atleti. Sicuramente una cosa che mi piacerebbe tanto è che ci fosse meno giudizio nel mondo del nuoto ed in generale“.

La nuotatrice ha poi raccontato le sue passioni e le sue ambizioni fuori dall’acqua: “Ho continuato gli studi dopo il Liceo, a dicembre mi sono laureata a Firenze in Economia Aziendale e Management. Non riesco a stare ferma,  ora sto studiando il tedesco. Ho fatto il linguistico, mi dispiaceva non potare avanti quanto studiato. Vorrei iscrivermi ad un Master, ma ci sto pensando. Lo faccio perché mi piace. Adesso ho la fortuna di essere nel gruppo sportivo dei Carabinieri. Avere una laurea aiuta. Sono abbastanza tranquilla per quello che succederà dopo: ho un grande sostegno alle spalle che non dò affatto per scontato. Al di là dello studio mi piace fare cose, non so se è perché sono del segno del gemelli, quindi irrequieta, penso di poter fare tutto. In realtà sono imbranata, ho provato mille sport prima di nuotare. Da piccola facevo pattinaggio, poi danza dove ero terribile, tennis sempre da piccola perché è sport di famiglia, equitazione. Oggi se capita provo sempre cose nuove”.

Non è mancato infine un commento sulle staffette: “Nel tempo ho visto cambiare la 4×200, prima ero la piccola che doveva imparare. Sicuramente un aspetto importante è il supporto da parte di chi ha esperienza verso chi ne ha meno. Io lo cercavo molto. Questo è quello che sto cercando di fare ora che ne ho acquisita. Le ragazze più piccole sono molto sicure, sono d’ispirazione. Sto pensando che non ho fatto nessuna staffetta con Alessandra Mao. Mi sarebbe piaciuto farla a Singapore, ma aveva altre gare a livello giovanile. A livello di cura tecnica non proviamo tanti cambi e bracciate. Io non sono una cima, in passato ho fatto anche dei danni. Noi essendo la 4×200 tendiamo a non dare troppa importanza ai cambi. Ma sarebbe necessario provarli di più  prima di una competizione. E’ importante dare sostegno, io ci credo al gruppo. Quando sei lì è bello essere con delle persone che stimi e con cui ti trovi bene. Le ragazze che fanno i 200 adesso mi sembrano tutte molto combattive. Mi piace pensare che mi vogliano bene. Negli anni sono peggiorata, prima stavo sempre zitta ora invece rompo un po’ di più. Tutte le ragazze che hanno disputato Mondiali ed Europei Junior sono andate molto forte. Nei prossimi anni vedremo, sarà un bell’Assoluto. Più la gente va forte, più sarà stimolante”.

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