Svizzera, cabinovia precipita a Engelberg per il forte vento: c’è almeno un morto
Una cabinovia è precipitata questa mattina nel comprensorio sciistico di Engelberg, nel centro della Svizzera, nel cantone di Obwalden: c’è almeno un morto, come confermato dalla polizia cantonale, precisando che la vittima si trovava da sola nella cabinovia al momento dell’incidente. Le cause non sono ancora chiarite, ma nella zona si registravano forti raffiche di vento. Secondo le prime ricostruzioni e i video diffusi da testimoni, la cabina si sarebbe staccata e avrebbe iniziato a rotolare lungo un pendio innevato, ribaltandosi più volte. Come riporta Blick, in alcune immagini si vedono persone correre verso il luogo dell’incidente, mentre una foto mostra il trasporto di almeno un ferito da parte dei soccorritori. Un testimone ha riferito che i soccorsi hanno tentato di rianimare una persona per circa 30 minuti, parlando di una scena “scioccante”.
L’uomo ha raccontato che poco prima dell’incidente il vento era molto forte e che “a un certo punto c’è stato uno strappo, il cavo si è mosso e la cabina è precipitata“. La società che gestisce le funivie della zona ha confermato l’incidente senza fornire dettagli su eventuali passeggeri a bordo. Anche la polizia del Canton Nidvaldo ha confermato l’accaduto, precisando che l’area è difficile da raggiungere e che sono in corso verifiche. Sul posto è stato inviato un elicottero per supportare le operazioni di soccorso. L’incidente ha coinvolto la linea Xpress Trübsee-Stand, attualmente chiusa. Nel comprensorio del Titlis risultano sospesi quasi tutti gli impianti. Secondo i dati di MeteoSvizzera, nella regione si registravano raffiche di vento fino a oltre 80 km/h, con punte fino a 130 km/h nelle zone più esposte, un elemento che potrebbe aver contribuito all’incidente. Nonostante ciò, l’impianto era in funzione: “Perché fosse operativo è oggetto delle indagini in corso”, ha spiegato il vicecomandante della polizia, Senad Sakic. Le indagini sono condotte dalla polizia del Nidvaldo con il supporto del Servizio svizzero d’inchiesta sulla sicurezza. Nessun italiano risulta coinvolto: a confermarlo è la polizia federale elvetica, interpellata dall’ambasciata italiana a Berna.
L’incidente è stato definito “difficilmente spiegabile” dai responsabili dell’impianto. Norbert Patt, ceo delle Titlis Bergbahnen – la società che gestisce gli impianti di risalita nella zona – ha parlato di un evento “straordinario” e difficilmente spiegabile: “Non posso dire se si tratti di un errore tecnico. Posso solo dire che si tratta di un sistema utilizzato in tutto il mondo”. Patt ha sottolineato come, in condizioni normali, sia “inimmaginabile” che una cabina possa staccarsi dal cavo: “Le forze necessarie sarebbero enormi. Eppure è successo“. L’impianto, costruito tra il 2014 e il 2015, era stato sottoposto a revisione completa nel settembre 2025 e risultava “tecnicamente allo stato più moderno“.
Proprio per questo, secondo la società, l’incidente è avvenuto “del tutto inaspettato“. Al momento dello schianto si registravano forti venti. Il protocollo prevede un allarme già a 40 km/h e la sospensione del servizio intorno ai 60 km/h, ma non è ancora chiaro se si sia trattato di raffiche improvvise o di velocità medie sostenute. Dopo l’incidente, tra 100 e 200 persone sono state evacuate in sicurezza da altre cabine. Le operazioni si sono concluse e un team di supporto psicologico è stato attivato per assistere i passeggeri coinvolti. “La sicurezza è la nostra priorità assoluta. Un incidente del genere non dovrebbe mai accadere”, ha dichiarato Patt, esprimendo cordoglio per la vittima: “I nostri pensieri sono con i familiari“. Le indagini sono ora affidate al Servizio svizzero d’inchiesta sulla sicurezza, che dovrà chiarire le cause esatte dell’accaduto. La riapertura dell’impianto resta al momento incerta e dipenderà dagli esiti delle verifiche tecniche.
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