Via le barriere anti-clochard al Teatro di Udine: «Così eliminiamo i disagi per gli spettatori»
UDINE. Spariscono dal sottoportico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine le barriere scorrevoli fatte installare lo scorso anno dalla giunta Fontanini per evitare i bivacchi notturni dei senzatetto. Da oggi il passaggio, che collega l’ingresso principale dell’edificio al parcheggio retrostante prospiciente viale Trieste, sarà nuovamente aperto al pubblico.
La decisione è stata presa dalla Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine nel corso del primo Consiglio di amministrazione presieduto dal neopresidente Paolo Vidali cui hanno partecipato, in veste di consiglieri designati dal Comune, Piero Petrucco e Martina Delpiccolo.
«Obiettivo del nuovo cda della Fondazione è, fra gli altri, quello della conservazione e valorizzazione dell’architettura del Teatro – sottolinea Vidali –. Ci sembrava doveroso, quindi, il ripristino del passaggio, anche perché la sua chiusura aveva provocato, oltre al danno estetico, molti disagi agli spettatori che arrivano dal parcheggio.
Siamo sicuri che questo piccolo passo possa spiegare meglio di tante parole in quale direzione vorremmo che il Teatro Nuovo Giovanni da Udine andasse».
«La scelta del consiglio di amministrazione del teatro è stata condivisa con il Comune che appoggia pienamente l’iniziativa – ha rimarcato l’assessore alla Cultura, Federico Pirone –. Il teatro e la cultura sono di tutte e tutti, indipendentemente dalla condizione sociale.
La chiusura del passaggio, all’epoca, ha significato simbolicamente una chiusura e nel contempo anche un danno concreto ai cittadini, impedendo di fatto l’accesso al teatro dal lato del parcheggio.
La riapertura, in modo altrettanto simbolico, ha il significato di una apertura verso tutta la comunità», conclude l’esponente della giunta De Toni. La decisione di interdire il passaggio sotto il portico del Teatrone era maturata nell’autunno dello scorso anno, per dissuadere i senzatetto che per settimane avevano sistemato i propri giacigli nell’area.
L’amministrazione comunale di centrodestra decise di posizionare alcune barriere provvisorie, e scorrevoli, impedendo di fatto i bivacchi e individuando al contempo una struttura che aveva fornito ospitalità ai clochard abituati a riposare sotto il portico. Una decisione che fu accompagnata da parecchie polemiche.
«Serve una chiusura elegante e appropriata che scompaia quando non è in uso e che non “appesantisca” l’immobile», aveva suggerito architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore che, insieme all’ingegnere Giuliano Parmegiani ha firmato il progetto del Giovanni da Udine, inaugurato nel 1997.
«La grata o un cancello – rilevò Giacomuzzi Moore – non mi sembrano particolarmente adatti al contesto architettonico, la prima soluzione che mi viene in mente è una vetrata». E la giunta si spese in quella direzione, avviando l’iter per individuare una soluzione che non spezzasse l’armonia architettonica dell’edificio. Ora il dietrofront dell’amministrazione municipale di centrosinistra.