«Ammassati su bus sporchi e guasti», studenti mantovani inascoltati: rimonta la protesta
«Contro il caro trasporti, i disagi e le prese in giro»: all’inizio della seconda settimana di lezioni, rimonta la protesta degli studenti che questa mattina appenderanno striscioni alle principali fermate Apam cittadine e stanno programmando una giornata di mobilitazione per ottobre. A farsi portavoce del malcontento e di un lungo elenco di disagi sono la Rete degli studenti medi e Fridays for future Mantova che in un comunicato parlano di «autobus estremamente sovraffollati, sporchi, guasti e in ritardo» al punto che «spesso siamo costretti a viaggiare in piedi schiacciati contro i vetri o le porte, oppure ci siamo visti impossibilitati a salire a bordo».
I risultati della prima settimana: «Ritardi a scuola, orari di rientro a casa insostenibili, famiglie costrette a sacrificarsi per portare i figli a scuola con i propri mezzi». Tra le cause secondo i ragazzi c’è da una parte «il mancato potenziamento delle linee nelle fasce orarie degli ingressi ed uscite da scuola: durante la prima settimana, in molti istituti era presente l’uscita anticipata alle ore dodici, ma non è stato apportato nessun serio potenziamento» e dall’altra «l’assenza di una adeguata indagine demografica atta a comprendere di quanti studenti le linee si devono fare carico».
E dire che già ad agosto, gli studenti mantovani avevano fatto sentire la propria vice lottato per chiedere l’annullamento della soppressione di 55 linee extraurbane con una lettera, condivisa dai rappresentanti di istituto delle scuole di Mantova, che aveva raggiunto 500 firme solo in un giorno. «Ci domandiamo: quelle voci sono state ascoltate?».
Così non resta che tornare a protestare per «ricordare ai dirigenti Apam e ai decisori politici le parole della nostra Costituzione». Lo faranno oggi con striscioni appesi alle fermate con sopra riportati gli articoli 3, 9 e 34 per rammentare a tutti che «la Costituzione tutela in maniera incontrovertibile il diritto alla mobilità, il vincolante impegno dello stato a rimuovere gli ostacoli per il corretto sviluppo della persona, per il quale è fondamentale l’istruzione, e la tutela dell’ambiente» e che «le difficoltà del servizio pubblico che costantemente si presentano dimostrano come da anni i principi fondanti del nostro Stato siano inapplicati edignorati». Insomma a fronte del fatto che «la mobilità pubblica, economica ed efficiente, esempio massimo di sostenibilità sociale ed ambientale, semplicemente non esiste nel nostro territorio», gli studenti rivendicano «il nostro diritto alla mobilità» e tornano a chiedere come più volte negli ultimi mesi «di costruire un percorso a lungo termine con le amministrazioni per la mobilità pubblica».
Non chiedono la luna, ma «un servizio pubblico efficiente» e che «le linee vengano garantite fino alla fine dell’anno scolastico e oltre, non fino alla fine dell’anno solare come ci è stato promesso». Perché questo accada c’è solo una strada: «I nostri amministratori, Comuni, Provincia e Regione, inizino a lavorare affinché questi temi diventino reali interessi delle loro agende politiche e i principi espressi nella nostra Costituzione siano realmente garantiti». E mentre invitano «tutti gli studenti a contattarci per denunciare disagi», Rete e di Fridays lanciano un appello alla cittadinanza «a unirsi alla nostra giornata di protesta che organizzeremo in ottobre per un mondo dove le future generazioni siano tutelate e siano interesse vero della politica».
Apam dal canto suo fa sapere di «essere all’opera per monitorare la situazione, intervenire dove serve e informare gli studenti», che «non ravvede situazioni di criticità superiori a quelle degli anni precedenti», che non le risulta «ci siano studenti rimasti a piedi» e che «farà del suo meglio per garantire il servizio» tenendo conto che l’inizio d’anno scolastico è sempre una sorta di rodaggio. Ma intanto le segnalazioni si susseguono da tutta la provincia.