Добавить новость
World News in Italian
Новости сегодня

Новости от TheMoneytizer

Rifkin e l’appello alla Barcolana: “Una bioregione per il mare"

TRIESTE «Il Mar Mediterraneo si sta riscaldando a una velocità superiore a quella del resto del mondo». Jeremy Rifkin, economista e guru degli attivisti ambientali, aprirà il Barcolana Sea Summit mercoledì 4 ottobre. Incuriosito dalla vela e preoccupato per la salute del mare, Rifkin lancia un appello ai Paesi del Mediterraneo: «È tempo di cooperazione internazionale».

[[ge:gnn:ilpiccolo:13340513]]

Professore, nell'ottica della salvaguardia del Mar Mediterraneo, come legge le terribili catastrofi ambientali di questi ultimi mesi, dalla Slovenia alla Libia?

«Il Mar Mediterraneo è il banco di prova di ciò che accadrà nel resto del mondo nel prossimo futuro. Eventi estremi come ondate di caldo e alluvioni saranno sempre più frequenti: senza misure tempestive, intere regioni diverranno inospitali».

Come giudica il processo di decarbonizzazione nei Paesi del Mediterraneo?

«Il punto è che abbiamo lavorato tanto, ma mai a sufficienza: 542 milioni di persone abitano in 22 nazioni che condividono l’unico ecosistema marino del Mediterraneo. Il più colpito dall’attuale ondata di caldo. Entro il 2050, molte di queste aree non saranno più abitabili perché troppo calde. Il tempo stringe e tutte le nazioni, comunità economiche e scientifiche devono unirsi, trascendendo le divisioni politiche».

Come cambia il concetto di confine, in un momento storico segnato da grandi flussi migratori dovuti, anche, all’emergenza ambientale?

«I disastri climatici non rispettano i confini politici: incendi e tornado non si fermano alle dogane. In Libia, Siria, Iraq e Iran il caldo è troppo intenso e la terra non può sostenere l’agricoltura. Da questi luoghi migliaia di persone disperate cercano di attraversare il mare ed entrare in Europa, rischiando la vita. È necessario concepire il Mediterraneo come un ecosistema comune».

Una sorta di “bioregione” mediterranea?

«L’emergenza ambientale può essere affrontata solo attraverso la cooperazione internazionale. Italia, Grecia, Spagna, Francia e gli altri Paesi dell’Asia e dell’Africa che condividono l’ecosistema Mediterraneo devono unirsi in una governance comune di bioregione. È tempo di attuare una transizione dalla geopolitica attuale alle nuove biopolitiche emergenti».

È davvero realizzabile?

«L’Unione Europea e l’Unione per il Mediterraneo avevano già avviato uno studio preparatorio. Il punto è che le nazioni sono impegnate in una partita geopolitica per garantirsi risorse idriche e di combustibili fossili, ma è un gioco a somma zero. Se si condivide un ecosistema comune, gli interessi politici ed economici devono unirsi e cooperare per prevalere. In questo senso, gli Stati Uniti sono un passo avanti. Abbiamo già due bioregioni: la Pacific NorthWest Economic Region, che comprende diverse stati da Washington all’Oregon e alcune province nord-occidentali e canadesi, e la bioregione dei Grandi Laghi, che detiene il 20% dell’acqua dolce del pianeta e riunisce otto stati americani e due province canadesi. Entrambe hanno formalizzato accordi di governance per proteggere i loro ecosistemi, condividere trasformazioni infrastrutturali e opportunità di business. La Cina sta facendo qualcosa di simile».

Dopo il suo appello di luglio, il presidente Sergio Mattarella ha risposto concretamente, riunendo i presidenti di alcuni Paesi del Mediterraneo in un organismo internazionale che si occupi della salute del mare: quali i prossimi passi?

«In questo momento è in corso una conversazione: di più non posso dire. Ma ho apprezzato il sincero interesse di Mattarella e l’impegno di Italia e Grecia ad assumere un ruolo di leadership in questa bio-governance della regione».

Come ha conosciuto Barcolana?

«Mi ha colpito l’immagine delle tante vele nel golfo. Nella vela lo skipper deve rispettare il mare: capire le correnti, navigare secondo esse e il vento. I velisti possono insegnarci come affrontare la transizione: dall’età del progresso, che vuole il mare sfruttato a tutti i costi, all’età della resilienza, per cui siamo noi a doverci adattare a un mare sempre più caldo e in preda a fenomeni estremi».

Nel 2002 fu il primo a parlare di “economia dell’idrogeno” tracciando possibili scenari di un futuro decarbonizzato basato su fonti di energia rinnovabile e pulita: vent’anni dopo, a che punto siamo?

«È tutto in divenire. Il percorso è iniziato nel 2001 quando ho incontrato a Washington Romano Prodi, all’epoca presidente della Commissione Europea: insieme abbiamo sviluppato l’idea di una Piattaforma Tecnologica per l’idrogeno a livello europeo, oggi si chiama Joint Undertaking. La legislazione è stata introdotta: abbiamo messo insieme la leadership e il primo grande impegno finanziario per la transizione all’idrogeno. Dopo vent’anni, l’Europa è ora pronta per la Terza Rivoluzione Industriale».

E quali, dunque, le opportunità legate all’idrogeno da qui ai prossimi vent’anni?

«L’idrogeno verde può fungere da materia prima, combustibile, accumulatore di energia da utilizzare nei trasporti e nei processi industriali. E può diventare un vettore di energia pulita e sostenibile: viene prodotta attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua alimentato da fonti energetiche rinnovabili, come solare o eolica, senza emissioni di Co2».

Italia, Croazia e Slovenia hanno avviato un progetto pilota di valle di idrogeno transfrontaliera del Nord Adriatico, in parte finanziato da fondi Pnrr. Come giudica questo sforzo?

«Molto positivamente: come detto, l’unica possibilità di sopravvivenza è la governance condivisa. Nelle scorse settimane, nove paesi europei si sono riuniti per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili nel Mare del Nord. La regione, storicamente hub del petrolio, è ora risorsa di eoliche offshore galleggianti: tutta energia che potrà essere utilizzata per l’idrogeno verde, non più bene bloccato. Il vertice è stato così anche un’occasione per confermare l’unità di intenti tra nazioni europee».

Читайте на сайте


Smi24.net — ежеминутные новости с ежедневным архивом. Только у нас — все главные новости дня без политической цензуры. Абсолютно все точки зрения, трезвая аналитика, цивилизованные споры и обсуждения без взаимных обвинений и оскорблений. Помните, что не у всех точка зрения совпадает с Вашей. Уважайте мнение других, даже если Вы отстаиваете свой взгляд и свою позицию. Мы не навязываем Вам своё видение, мы даём Вам срез событий дня без цензуры и без купюр. Новости, какие они есть —онлайн с поминутным архивом по всем городам и регионам России, Украины, Белоруссии и Абхазии. Smi24.net — живые новости в живом эфире! Быстрый поиск от Smi24.net — это не только возможность первым узнать, но и преимущество сообщить срочные новости мгновенно на любом языке мира и быть услышанным тут же. В любую минуту Вы можете добавить свою новость - здесь.




Новости от наших партнёров в Вашем городе

Ria.city
Музыкальные новости
Новости России
Экология в России и мире
Спорт в России и мире
Moscow.media






Топ новостей на этот час

Rss.plus





СМИ24.net — правдивые новости, непрерывно 24/7 на русском языке с ежеминутным обновлением *