Il cinema dei Mille Occhi a Trieste ricorda Pressburger e la nascita di Italo Calvino
TRIESTE Lo immaginiamo in punta di piedi, il giovane con gli occhi chiusi trasportato dalla malia del grande schermo e proteso verso una radiosa immagine femminile. Con una locandina ispirata a "Illibatezza", il corto di Roberto Rossellini che apriva "Rogopag", e dedicata a uno dei temi che saranno esplorati, la cinefilia, è il segno di un celebre illustratore ad accompagnarci verso la nuova edizione de “I Mille Occhi”, prossima a partire.
Alessandro Baronciani firma il manifesto della XXII edizione del Festival internazionale del cinema e delle arti che si svolgerà dal 25 al 30 settembre: il cuore sarà al Teatro Miela di Trieste da lunedì 25 a giovedì 28, con una "coda" online sui canali del festival venerdì 29 per concludersi, com'è ormai consuetudine, in tv, nella notte di Fuori Orario su RaiTre sabato 30. Tutte le proiezioni al Miela saranno a ingresso libero.
Dopo la preview al Giardino Pubblico con il documentario “Pasolini - Cronologia di un delitto politico” che uscirà nelle sale a novembre distribuito dalla Cineteca di Bologna, il festival fondato da Sergio M. Grmek Germani e organizzato dall'Associazione Anno Uno si conferma «faro di cinefilia resistente» e torna con un programma che parte dal territorio per aprirsi ai grandi personaggi del cinema europeo, a partire dall’omaggio a Giorgio Pressburger che riserverà un'anteprima mondiale.
È stata sua l’idea, sottolineano dal Festival, poche settimane dopo la caduta del muro di Berlino, del Mittelfest, il festival di danza, musica e teatro paneuropeo tutt’ora attivo a Cividale del Friuli: e in quanto autore di libri, film, pièce, regista radiofonico e intellettuale tra i più significativi a livello europeo nonché animatore culturale i direttori artistici Giulio Sangiorgio e Olaf Möller hanno voluto puntare su questo omaggio trasversale. Perché trasversale? Perché oltre che a una mostra comprendente pannelli dall’esposizione “Tornare. La Mitteleuropa di Giorgio Pressburger”, allestita proprio all’ultimo Mittelfest e ripensata per I Mille Occhi, saranno proiettati alcuni suoi lungometraggi da regista più, in anteprima mondiale, il documentario “Il sussurro della grande voce” del regista triestino Mauro Caputo.
Mille Occhi che si poseranno anche su due centenari da ricordare: il primo dedicato a un grande della letteratura, Italo Calvino, la cui vita è stata costellata di intermittenze cinematografiche; il secondo, con trovata originale, celebrerà la nascita di un supporto rilevante anche ai fini della conservazione delle opere, permettendo di affrontare il cinema in un'ottica artigianale e laboratoriale. Il Festival triestino inaugurerà così la prima edizione del workshop sul 16mm condotto dal collettivo Làbbash che impegnerà 10 studenti selezionati attraverso un bando. Ma non solo: saranno abbinate proiezioni di vere rarità come “The film that was lost”, corto della Metro Goldwyn Mayer, sulla nascita delle cineteche, o l’unica versione esistente di “Piombi di Venezia” di Vittorio Cottafavi, oltre naturalmente ai film realizzati dai partecipanti del workshop.
Sarà assegnato a Louis Skorecki, l'ultimo grande esponente della critica cinematografica francese, il maggior riconoscimento del festival: il Premio Anno Uno. «Diventato anche regista, nella seconda metà del ‘900, Skorecki ha rivelato tutta la forza, la bellezza e la profondità del cinema», motivano dal Festival. Critico di culto del quotidiano “Libération”, ha unito «l'amore macmahoniano per il grande cinema americano con la scoperta del più intimo cinema d'autore europeo». Oltre alla sua "saga sulla cinefilia", saranno proiettate tre opere di autori americani da lui molto amati, Jacques Tourneur in testa, che faranno parte, assieme a una conversazione inedita con l'80enne critico-regista, anche dello speciale di Fuori Orario.
Si chiuderà anche il lungo omaggio a Nora Gregor aperto a dicembre 2022 e proseguito a giugno con la proiezione di “La règle du jeu” al Kinemax di Gorizia in collaborazione con Kinoatelje: della fascinosa attrice nata a Gorizia e dalla vita avventurosa si vedranno al Miela diverse interpretazioni nel suo viaggio all’interno del cinema nordamericano e sudamericano.