Giovane studentessa depredò tutti i conti del ricco anziano che voleva sposarla
Anziano agricoltore di Sedico si era immaginato una commedia romantica con la giovane studentessa. È una persona semplice, un signore d’altri tempi, che pensava di poter avere una storia d’amore con lei, nonostante i trent’anni di differenza e addirittura avere un legittimo erede per il suo patrimonio.
C.T. avrebbe cominciato con il pagamento mediante avviso delle tasse scolastiche per 7.600 euro e sarebbe arrivata a farsi intestare l’intero patrimonio per un totale di oltre un milione di euro. È imputata di circonvenzione d’incapace consumata e tentata e difesa dall’avvocato Carmen Maraviglia, nel frattempo l’uomo classe 1942 è deceduto ed è rappresentato in tribunale dall’amministratrice di sostegno, avvocato Mariangela Sommacal, oltre che parte civile per i danni con Giulia Munerin.
Davanti al giudice Federico Montalto, lo psichiatra incaricato dalla Procura della Repubblica, Tullio Franceschini ha descritto un soggetto di livello culturale basso, legato alle proprie abitudini e che ha sempre vissuto di quello che produceva. E dal 2018 in poi, una persona caratterizzata da «una suggestionabilità particolare, che lo rendeva circonvenibile».
Negli anni precedenti il deficit cognitivo era più debole e si limitava al fatto che aveva delle difficoltà a livello di memoria e calcolo.
L’ufficio postale gli aveva tolto la tessera per i prelievi, ma aveva pur sempre un conto in un istituto di credito di Sedico, con titoli per 300 mila euro. Il primo ottobre 2019 era andato allo sportello, perché voleva fare delle operazioni, ma il suo atteggiamento, al momento di firmare, aveva convinto l’impiegata a bloccare tutto e ad avvertire il direttore: «Non aveva capito cosa stava facendo ed è per questo che ho annullato l’operazione e mi sono decisa ad annullare l’operazione, prima di parlarne con il mio direttore. In una seconda occasione è tornato con l’attuale imputata, che non aveva alcuna delega e non comprendendo il motivo della sua presenza».
La tentata circonvenzione consisterebbe nell’aver cercato di disinvestire l’intero patrimonio mobiliare costituito da titoli o fondi di investimento per oltre 260 mila euro, oltre a polizze assicurative e di spostare il denaro nel conto aperto un mese prima in un’altra banca. I funzionari avevano avvertito i carabinieri, facendo saltare l’operazione. Prossima udienza l’8 febbraio.