Feltre, addio a Malusà grande musicologo e punto di riferimento della Sinistra
Si è spento ieri mattina in ospedale a 69 anni Piervito Malusà, raffinato musicologo che ha coniugato la carriera di docente di Conservatorio portando delle innovazioni anche a Feltre con l’attività politica, intensa e appassionata, nelle fila della sinistra a sinistra dell’allora Pds.
Malusà, friulano di origine, era approdato nel Bellunese negli anni a cavallo fra l’Ottanta e il Novanta quando, su incarico del Conservatorio di Vicenza, teneva i corsi per l’abilitazione all’insegnamento di educazione musicale. Aveva preso casa a Feltre dove nel frattempo aveva intessuto tante relazioni amicali e soprattutto politiche.
«L’esordio nella politica amministrativa della città è avvenuto nel 1992», ricorda Valter Guastella, «quando il candidato antagonista a Gianvittore Vaccari, era Giuseppe Zaiotti che proponeva una lista di centro-sinistra. Da allora in poi ha avuto ruoli importanti nei partiti di Rifondazione comunista di cui è stato segretario per la sezione feltrina e successivamente segretario provinciale del partito dei Comunisti italiani. A quel tempo, quando io ero segretario del Pds, ci siamo conosciuti ai tavoli di confronto. Un confronto dal quale sono nate l’amicizia e l’alleanza politica. È stato fra i fondatori a livello nazionale del Partito dei Comunisti italiani, allora guidato da Armando Cossutta e dai fedeli Rizzo e Diliberto. Con lui alla guida della sua auto, eravamo scesi a Roma per partecipare all’assemblea costitutiva, dopo la fuoriuscita di Bertinotti».
Piervito Malusà arrivato in provincia come “insegnante degli insegnanti”, così lo definisce l’allievo Italo Sandi, ha contribuito a fare di Feltre quella fucina di sperimentazioni musicali che si era annunciata già nel secondo mandato di Paolo Perenzin sindaco. Nel 2018 il comune di Feltre aveva sottoscritto una convenzione con il Conservatorio di musica di Vicenza per attivare un master annuale in prassi esecutiva del repertorio rinascimentale. Ma già una decina di anni prima Malusà aveva favorito l’attivazione del corso post-diploma di conservatorio per l’abilitazione all’insegnamento di educazione musicale.
«Aveva un talento particolare per la didattica», racconta Italo Sandi, suo allievo negli anni Ottanta. «Grande esperto di vocalità e coralità ha lasciato il segno fra i suoi studenti».
Piervito Malusà si era diplomato al conservatorio “G. Tartini” di Trieste in Musica corale e Direzione di coro. È stato poi docente di Direzione di coro al Conservatorio di Vicenza, e in quelli di Mantova e di Trento. Musicologo, bibliografo e autore di pubblicazioni, direttore di coro, è considerato uno dei maggiori esperti italiani del metodo musicale di “Solmisazione”, ovvero della didattica musicale moderna. Con l’amministrazione Perenzin, Malusà aveva diretto le rassegne di “Musica in Sena” che han portato al teatro feltrino, e fatto conoscere, talenti musicali da lui stesso selezionati.
Lascia un vuoto nella sua città di adozione, Feltre dove si terrà una cerimonia di saluto in forma privata, forse giovedì pomeriggio.
«Lo ricordo per una cosa importante e innovativa, di quando ero assessore in Provincia: al Colotti voleva attrezzare due spazi per fare la scuola di musica e corsi agli insegnanti. E due aule sono nate così: all’epoca Piervito era a Vicenza dove insegnava al conservatorio ma aveva voluto realizzare questo progetto a Feltre, dove avrebbe fatto arrivare persone diverse da tutta Italia», ricorda Ezio Lise con cui ha condiviso battaglie e scissioni di partito. «Era una persona di una onestà intellettuale mostruosa, un libro aperto. Quando fu segretario dopo la scissione di Rifondazione, eravamo rimasti sempre insieme, eravamo al di sopra queste cose: con Piervito si poteva dialogare, e poi era una persona aggregante. Non ricordo quanti cori femminili abbia fatto nascere... lui era più avanti, molto elastico, un vero “compagno”, sempre presente, molto solidale, era un comunista di una volta e non ha mai chiesto nulla in cambio. Un aneddoto: quando abbiamo creato Sinistra feltrina ci siamo detti “facciamo una lista unica” e lui ha spinto in questa direzione... poi è diventata “Sinistra italiana” e ci hanno rubato anche il logo. Avevamo anticipati i tempi di cinque anni».Laura Milano