Rivarolo, scuola SS. Annunziata: genitori e alunni convocati in caserma dai carabinieri
RIVAROLO CANAVESE. Era sembrato che il capitolo più doloroso fosse chiuso, che la revoca della parità scolastica, confermata dal Tar Piemonte, rappresentasse l’ultimo atto di una vicenda amara. E invece, a Rivarolo, il passato ritorna con il peso di un macigno: i carabinieri hanno convocato in caserma, per il 20 novembre, i genitori degli alunni che hanno frequentato la Santissima Annunziata negli anni 2023/24 e 2024/25.
UNA SCOSSA IN CITTÀ
Un gesto che ha acceso immediatamente l’attenzione della città. La Procura di Ivrea ha aperto un fascicolo conoscitivo: «Siamo in una fase iniziale», spiega la procuratrice capo Gabriella Viglione, con quel tono che dice tutto senza concedere nulla. Sottolinea la delicatezza del lavoro dei magistrati e aggiunge un dettaglio che pesa: talvolta, le doglianze dei genitori «non si fermano a semplici segnalazioni». È il punto in cui l’inchiesta prende forma.
Il faro è puntato sulla precedente gestione dell’istituto, quella finita sotto la lente dell’Ufficio scolastico regionale nel gennaio 2025. I rilievi degli ispettori hanno fatto emergere irregolarità note: docenti senza titolo, atti amministrativi non validati da un coordinatore didattico con potere di firma, documentazione incompleta. Una catena di mancanze che ha portato alla perdita della parità e alla trasformazione dell’Annunziata in scuola privata. Ma oggi si apre un interrogativo nuovo: quanto era noto alle famiglie? Le convocazioni dei carabinieri sembrano volerlo chiarire.
SITUAZIONE COMPLICATA
Il clima si complica perché arriva dopo settimane di tensione, proteste e numeri impietosi. L’incontro pubblico in palestra, organizzato dalla nuova gestione Coros, doveva segnare una rinascita fondata su «valori cristiani, professionalità e qualità». Invece è diventato un confronto durissimo. Mamme preoccupate per rette aumentate e costi aggiuntivi, insegnanti che parlavano di contratti non rinnovati, personale della cucina e dei servizi che denunciava licenziamenti e esternalizzazioni. Una comunità scolastica ferita, costretta a fare i conti con realtà economiche e gestionali che nessuna slide poteva addolcire.
Sul palco, in quella giornata che doveva essere storica, il sindaco Martino Zucco Chinà aveva aperto l’incontro con emozione sincera. Poi, davanti a una platea che si incendiava minuto dopo minuto, si era ritrovato a svolgere il ruolo del mediatore. Oggi, con l’inchiesta che avanza, sceglie la cautela: «Inutile ragionare e fare riflessioni senza avere tutti gli elementi chiari davanti a sé». Un imbarazzo palpabile, perché l’amministrazione, insieme alla vicesindaca Marina Vittone, aveva lavorato per mesi a tutelare gli alunni e garantire un futuro alla scuola, collocando chi aveva deciso di lasciare l’istituto e sostenendo chi voleva restare.
FUGA SENZA PRECEDENTI
Nel frattempo, la città ha assistito a un crollo senza precedenti: da oltre trecento iscritti a centodiciotto. Dati che raccontano più di ogni parola. Eppure, proprio dalle famiglie è arrivato un segnale diverso: una petizione su Change.org per chiedere sostegni economici trasparenti, non alla scuola ma ai genitori, per non spezzare il legame con un’istituzione che rappresenta un pezzo di storia. Una comunità che non vuole arrendersi, che continua a chiedere ascolto, chiarezza, rispetto.
Mentre la Procura procede nel suo lavoro silenzioso, un fatto sembra certo: non ci saranno ripercussioni sulle promozioni e sugli esami degli studenti. Gli atti saranno verificati, ma i percorsi scolastici restano validi. È un punto fermo, in una vicenda che di punti fermi ne ha avuti pochissimi.
La Santissima Annunziata, ancora una volta, si ritrova sospesa tra un passato che torna a bussare e un futuro che fatica a prendere forma. La città osserva, le famiglie attendono, i magistrati indagano. E la scuola cattolica più antica del Canavese torna a essere, suo malgrado, il centro di una storia che non vuole saperne di chiudersi.