Candia, famiglia espone la bandiera palestinese: arriva la lettera anomina di minacce
CANDIA CANAVESE. Poche righe e una minaccia di morte per il popolo palestinese. Una lettera anonima, spedita in una busta affrancata, è stata ricevuta nei giorni scorsi da una famiglia di Candia di origini islamiche.
«Sciiti di m. Allah vi sta punendo. La Palestina non esisterà sulla terra. I palestinesi sono odiati anche dagli altri paesi arabi. Vi distruggeremo. Ricordatevi piangendo il 7 ottobre». Queste le parole (senza la punteggiatura e con un’offesa che non riportiamo) contenute in un foglietto bianco sul quale sono state allegati due ritagli di giornale con le immagini di Benjamin Netanyahu, primo ministro di Israele, e di una bandiera Israeliana. Non si esclude il gesto di un pazzo. La famiglia, di origine marocchina, dopo aver informato il sindaco, ha subito presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri che hanno già avviato le indagini. «La figlia (tra l’altro nata in Italia e cittadina italiana) ha voluto sottolinearmi che sono una famiglia di fede musulmana - spiega il sindaco Mario Mottino – lei e la sorella sono nate in Italia e hanno sempre considerato l’Italia la loro casa e il loro futuro, e che le è stato insegnato il valore del rispetto verso le persone e il Paese in cui vivono».
Le ragazze, come hanno fatto molte persone in Italia e nel mondo per dire basta al conflitto tra la Palestina ed Israele, avevano esposto sul balcone della loro abitazione la bandiera palestinese, in segno di solidarietà verso le vittime.
«Lo abbiamo fatto perché siamo contrarie a ogni forma di guerra e di violenza», rendono noto le due giovani. Mottino ha subito espresso tutta la solidarietà sua e dell’amministrazione comunale alla famiglia scusandosi a nome anche della maggioranza dei candiesi. «Che non sono razzisti - dice il sindaco -. Gli insulti e le minacce qualificano le persone che li fanno, non chi li riceve. Resta comunque un fatto grave, di odio e intolleranza, e mi vergogno profondamente di certi miei concittadini che oltretutto si nascondono dietro all’anonimato: dei quaquaraquà e zecche della società. Anch’io ho ricevuto come sindaco un paio di lettere anonime e come feci io, bene ha fatto questa famiglia a sporgere denuncia dai carabinieri. Si possono avere idee diverse, ma sempre nel rispetto reciproco. L’odio e il razzismo dilagante che c’è in Italia mi fa ribrezzo e vergognare. Come sindaco lo contrasterò sempre».
Non è da escludere che la missiva anonima sia stata inviata alla famiglia all’indomani della scelta del Comune lacustre di conferire la cittadinanza onoraria a Miun Masri, scrittore, nato a Nablus, città della Cisgiordania, che aveva vissuto a Candia per qualche anno. «Per il suo impegno come scrittore nel descrivere e far conoscere attraverso i suoi libri, le sofferenze del popolo palestinese, in modo sempre pacato, ma fermo». Si legge nelle motivazioni alla base dell’onorificenza, letta in sede di giunta. Ora il conferimento della cittadinanza onoraria dovrà essere approvato dal consiglio comunale. Solidarietà alla famiglia è stata espressa anche dal circolo territoriale del Pd di Caluso e da molti esponenti della società civile canavesana. «Un fatto del genere purtroppo non mi stupisce – osserva Serena Schiratto, consigliera di minoranza a Caluso – è la dimostrazione che l’intolleranza e il razzismo sono sempre presenti, aspettano solo di trovare nuovi bersagli, come lo sono stati i “terroni” e i “marocchini” nel passato» .