Bussolati e la grammatica della fantasia per bambini e bambine
PAVIA. Bambini italiani e stranieri, bambini e genitori. E’ possibile trovare un linguaggio nuovo che possa accomunare tutti senza che qualcuno ne sappia di più e altri meno? Sì ed Emanuela Bussolati lo ha fatto alla perfezione inventando appunto un linguaggio speciale, di cui parlerà nell'appuntamento di "BookCity Milano anche a Pavia" in programma sabato alle 15.30 e alle 17.30 alla Biblioteca dei Ragazzi di via Paratici 25, affiancata da Marta Pizzocaro, che ha fondato a San Martino Siccomario la libreria per bambini "La civetta azzurra".
Emanuela Bussolati progetta libri per bambini da 0 a 10 anni dal 1975. Il suo libro più conosciuto è “Tararì tararera” che ha ricevuto il superpremio Andersen. Altri premi le sono stati attribuiti per i progetti, per la completezza e la diversità delle proposte, per la divulgazione di temi naturalistici. Più recentemente è uscito il suo libro "Tutte le avventure di Piripù Bibi", che raccoglie le storie di cui questo piccolo bimbo è protagonista. E l’unica grammatica è quella della fantasia.
«Tararì tararera è uscito ormai sedici anni fa – spiega Bussolati – eppure ancora oggi è molto venduto e spesso incontro ragazzi del liceo che mi dicono di ricordarlo come una delle letture preferite della loro infanzia. Ed è una soddisfazione».
Nel corso del laboratorio Emanuela Bussolati leggerà insieme ai bambini (dai 4 ai 6 anni, accompagnati da un adulto) degli stralci delle sue storie e poi insieme a loro disegnerà Piripì Bibi. "Ho chiesto appositamente la presenza anche di un adulto, perchè mi piace che questi laboratori diventino anche condivisione e relazione con i genitori e i nonni", ricorda Bussolati.
Il laboratorio è diviso in due turni di un'ora ciascuno. Il primo turno, dalle 15.30 alle 16.30, è dedicato a bambine e bambini di cinque e sei anni. Il secondo, dalle 17.30 alle 18.30, è per la fascia di tre e quattro anni. La partecipazione è gratuita, ma occorre prenotare su bookcitymilano.it. È necessario prenotare un posto per ciascun bambino o bambina partecipante, con gli accompagnatori. —