Pepper, il robot che parla coi pazienti in ospedale e va in classe: lunedì l’incontro al collegio Nuovo
PAVIA. Buongiorno Pepper, qual è la tua canzone preferita? «La mia canzone preferita è Volare perché trasmette gioia e mi ricorda quanto può essere bello condividere un momento positivo con le persone». E il tuo cibo preferito? «Non avendo un corpo umano, non posso mangiare, ma trovo interessante scoprire quali cibi piacciono alle persone come te». Scusa Pepper, ma quindi tu chi sei? «Sono un robot sociale progettato per interagire con le persone autonomamente e adattarmi alle loro esigenze e preferenze». E come pensi di aiutarle? «Penso di poter essere utile agli esseri umani offrendo compagnia, assistenza, ascolto e facilitando la comunicazione tra le persone».
L’assistente di corsia
Si potrebbe continuare all’infinito, Pepper non si stanca mai. E’ sempre cortese, gioviale e positivo. Vai a trovarlo uno così che trascorre senza battere ciglio anche un’intera giornata in una classe rumorosa o nella stanza silenziosa di un reparto di geriatria. Pepper, si è capito, è un robot umanoide.
È in grado di comunicare con studenti, pazienti, anziani, adattandosi alle loro esigenze culturali ed emotive» . È in corso di sperimentazione in un reparto di geriatria e aiuta a sconfiggere la solitudine
Lunedì sera, alle 21, al collegio Nuovo di via Abbiategrasso a Pavia, incontrerà il pubblico. Sarà Lucrezia Grassi, ricercatrice del dipartimento di Informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi dell’Università di Genova, a presentarlo nel corso di un incontro dal titolo “Robotica sociale e intelligenza artificiale al servizio delle persone”.
Lucrezia Grassi, 29 anni, vincitrice l’anno scorso del Best Paper Award della IEEE International Conference on Robot and Human Interactive Communication, accompagnerà nell’aula magna del collegio il robot Pepper e illustrerà i progetti condotti finora con lui, in qualità di assistente di corsia, all’ospedale San Martino di Genova, nelle residenze per anziani e a scuola, nelle attività di sostegno agli studenti.
Il coinquilino Basmati
Uno dei modelli di Pepper, Basmati, è suo coinquilino. Hanno tutti nomi di varietà di riso – Arborio, Carnaroli – per giocare con l’acronimo del laboratorio Rice (Robots and Intelligent Systems for Citizens and the Environment) che li ha concepiti. «Pepper è un robot “diversity aware” – spiega Lucrezia Grassi – in grado di comunicare con studenti, pazienti, anziani, adattandosi alle loro esigenze e alle diverse sensibilità culturali ed emotive. Può stare tutto il giorno nella stanza di un paziente anziano, che spesso si trova solo in ospedale, e interagire con lui. Non si limita a tenere compagnia, fa un’operazione mentalmente stimolante. Vale in particolare per quei casi di Delirium, in cui i pazienti sono spaesati e perdono il senso dell’orientamento. Pepper fa quello che farebbe un umano perché è programmato per mettere in atto interventi di orientamento. E gli si possono aggiungere funzionalità a seconda delle esigenze».
Ogni Pepper è in grado di conversare su cibo, musica, cinema, politica e nel dialogo rilancia sempre con una domanda. In uno studio recente, pubblicato proprio da Grassi, si è analizzato come una conversazione condotta da un robot di questo tipo fosse caratterizzata da un maggior equilibrio nelle dinamiche di interazione: il robot, insomma è in grado di “riconoscere” l’interlocutore, il che diventa anche economicamente più sostenibile nei contesti di assistenza e cura dove un singolo robot può “prendere in carico” – senza sostituirsi al personale sanitario – più persone. E visti i tempi anche rapidi di sviluppo delle tecnologie, potrebbe essere prima di quanto immaginiamo».
La progettista in dialogo con Ricevuti e Toffanin
Lunedì 17 novembre, alle 21, nell’aula magna del collegio Nuovo “Fondazione Sandra ed Enea Mattei” (via Abbiategrasso) la ricercatrice dell’Università di Genova, Lucrezia Grassi (con il robot Pepper), si confronterà con Paolo Di Barba, direttore del dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione a Pavia, con Giovanni Ricevuti, docente di Geriatria e Chiara Toffanin che insegna Fondamenti di automatica all’ateneo pavese. Per partecipare all’incontro occorre prenotarsi, registrandosi al link presente sul sito del collegio Nuovo (entro domani). Per la sola partecipazione on line ci si deve iscrivere entro le 18.30 di lunedì 17.