IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA – De Laurentiis tuona e segna il gol più pesante
Da questa settimana riparte una vecchia rubrica di PianetAzzurro che si propone di raccontare chi, nella settimana appena trascorsa, ha fatto vibrare il mare azzurro più degli altri. Nasce così “Il Personaggio della Settimana”, non un premio e nemmeno una condanna, ma una lente d’ingrandimento posta su chi, per un gesto, per una parola o per una scia tecnica rimasta impressa sull’acqua, ha determinato la corrente del Napoli.
Non importa se il protagonista emerga per una dichiarazione che scuote, per una polemica che incendia, o per un gesto atletico che resta negli occhi: un gol, una doppietta, un salvataggio impossibile, un passaggio illuminante.
La settimana azzurra ha sempre un punto di origine, una scintilla, un’increspatura che diventa onda. Ed è quell’onda che noi inseguiremo, settimana dopo settimana.
E allora, per inaugurare questo nuovo cammino, non potevamo che affidare il primo ritratto a un uomo che, in questi giorni, è tornato al centro del dibattito nazionale: .
Non per un dribbling o un tiro all’incrocio, ma per una dichiarazione forte, netta, definitiva. Il Presidente del Napoli ha rimesso sul tavolo un tema che brucia da anni: l’obbligo di prestare i giocatori alle Nazionali, e il prezzo che il club paga quando questi rientrano sfiniti, o peggio, infortunati. È un film già visto troppe volte e che, come ogni film ripetuto fino allo sfinimento, perde la pazienza di chi lo subisce.
De Laurentiis ha detto ciò che molti pensano e pochi ammettono: non si può più andare avanti così. Non è più tollerabile un sistema che impone ai club di pagare la preparazione, i contratti, le cure, mentre le Nazionali sfruttano le energie dei calciatori e spesso restituiscono problemi. Antonio Conte lo sa: ogni rientro dalle pause internazionali è un inventario di assenze, acciacchi, emergenze.
Stavolta, va detto con onestà, De Laurentiis non ha parlato solo per sé, ma per un intero movimento che continua a rimandare riforme che sarebbero già dovute essere scritte. L’idea che si debbano convocare solo atleti Under 23, la richiesta di una diversa gestione dei calendari FIFA, il bisogno di una regolamentazione nuova e più equa sono questioni che non riguardano solo il Napoli: riguardano il calcio.
E noi che, lo diciamo senza imbarazzi, non siamo mai stati teneri con il Presidente, questa volta ci schieriamo dalla sua parte. Perché esiste un momento in cui il tifo va messo da parte, e si deve guardare il quadro con il rigore di chi ama questo sport: oggi quel momento è arrivato.
Il nostro Personaggio della Settimana, dunque, non è un bomber da doppietta, non è un eroe dell’ultimo minuto, non è un funambolo del dribbling: è un presidente che, tra mare calmo e onde alte, ha usato la voce come se fosse un gesto atletico.
Un colpo di testa metaforico che ha messo la palla al centro del dibattito.
E ha segnato, almeno per ora, il gol più importante: costringere tutti a parlarne.
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