Ipsia Cremona al freddo, gli studenti scioperano e non entrano in classe
Pavia. All’Ipsia Cremona ci sono 12 gradi rilevati dagli studenti e molte classi hanno deciso di “scioperare”, saltando cioè la giornata di lezioni: la protesta è stata organizzata martedì mattina dopo almeno un paio di giorni in cui – dicono i ragazzi e le ragazze – si sono registrate temperature ben al di sotto dei dodici gradi. «È così tutti gli anni, come fosse normale che appena le temperature calano in aula non si possa più stare – racconta una studentessa di terza – sono almeno un paio di giorni in cui l’impianto non riesce a scaldare le classi. Così ci siamo attrezzati, alcuni di noi hanno portato dei termometri per misurare le temperature, nei corridoi abbiamo rilevato 12 gradi, 13 nella classe più calda, addirittura 11 gradi nei bagni».
E così sembra buona parte degli iscritti all’istituto professionale industria-artigianato di via Guglielmo Marconi hanno deciso di non entrare in classe, come segno di protesta: una parte di loro è rimasta fuori dalla scuola, mentre una delegazione è andata agli uffici della provincia per avvisare della situazione. I tecnici di piazza Italia sono giunti in istituto, per un sopralluogo partecipato anche dai funzionari dell’Ats, stando a quanto è stato possibile ricostruire.
Ludovica Rossini, referente di plesso del Cremona diretto da Carmela Lugani (che dirige pure il Taramelli-Foscolo) ha spiegato: «Sembra che una delle due caldaie, peraltro nuove e ancora in garanzia, abbia smesso di funzionare. È stata allertata la provincia che ha messo a piena potenza l’altro impianto e domani (mercoledì 26 novembre) gli studenti entreranno normalmente in classe». Dalla Provincia, ente che tra le altre cose si occupa di edilizia scolastica e che ha preso in affitto i locali dell’Ipsia Cremona dalla Camera di commercio fino al 2030, trapela inoltre che la potenza dell’impianto è stata aumentata, oltre ad essere impostato in modalità ciclo continuo per evitare che la temperatura cali troppo durante la notte.