Mouratoglou loda Sinner: “Jannik è una novità nella storia del tennis”
Il 2025 tennistico si può riassumere con due nomi: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Due Slam a testa, prima e seconda posizione del mondo per distacco, e in generale un dominio che nelle ultime due stagioni sembra sempre più marcato. E la concorrenza rincorre. Patrick Mouratoglou aveva già detto la sua riguardo questi due campioni a seguito dell’ultimo Slam dell’anno. Poche settimane dopo era tornato a parlare del 24enne azzurro. Ora a distanza di un paio di mesi, alla luce di quanto successo a Torino, il coach francese ha cercato di fare un bilancio delle sfide e delle dinamiche verificatesi nei match tra l’italiano e il 22enne spagnolo, partendo proprio dall’ultimo atto delle ATP Finals.
“La stagione 2025 si è conclusa esattamente come doveva: con Carlos Alcaraz e Jannik Sinner in lotta per l’ultimo titolo”, ha affermato il 55enne francese. “Alcaraz ha concluso l’anno da numero uno al mondo, ma Sinner ha sollevato il trofeo delle ATP Finals. E questa finale ha riassunto l’intero anno. Una rivalità cementata in quattro finali importanti nel 2025: Roland Garros, Wimbledon, US Open e ora le ATP Finals. Due vittorie a testa. Quattro palcoscenici importanti. Ma quattro partite molto diverse”.
Nello specifico, “a parte la finale del Roland Garros, che è stata incredibilmente combattuta, le altre tre sono state più sbilanciate”, ha continuato l’ex coach di Naomi Osaka – con la quale si è separato a fine luglio -, Serena Williams, Simona Halep, Holger Rune, Stefanos Tsitsipas e molti altri tennisti di primo calibro. “A Wimbledon Sinner è stato nettamente migliore. Allo US Open Carlos è stato nettamente migliore. Alle ATP Finals Sinner è stato di nuovo nettamente migliore. La domanda è: perché? Il servizio ha deciso tutto. Il momento clou di questa settimana a Torino è semplice: Sinner ha servito a un livello completamente diverso, il migliore dell’intero torneo. E non solo il servizio in sé, ma il servizio più il terzo colpo e la capacità di prendere subito il controllo. Allo US Open il servizio di Carlos ha fatto la differenza. Dopo quella finale, se mi avessero chiesto chi avesse il servizio migliore avrei risposto: Alcaraz. Oggi, dopo Torino, non c’è dubbio: Sinner ha il servizio migliore in questo momento”.
Sviscerando questa tematica, Mouratoglou ha poi aggiunto che “c’è un momento che spiega tutto. Il set point contro di lui nella finale delle ATP Finals nel primo set. Seconda di servizio. Jannik colpisce a 187 km/h nell’angolo, puro rischio. Dopo la partita, ha detto: ‘Avevo tre opzioni. Ho scelto la più rischiosa. Se dovevo perdere il set, dovevo farlo alle mie condizioni’. Questa è la mentalità d’élite. La mentalità necessaria per vincere queste finali. Ed è esattamente quello che ha imparato dopo lo US Open”.
Al contrario, secondo Mouratoglou Alcaraz non ha mostrato la sua miglior versione nel capoluogo piemontese. “Carlos non ha giocato al meglio. Troppi errori non forzati di rovescio. Momenti di calo di concentrazione sul dritto. Forse stanchezza di fine stagione, forse semplicemente gli manca la stessa sicurezza indoor. Ma la risposta è chiara: se vuole dominare nel 2026 deve iniziare a migliorare i primi due colpi: il servizio e la risposta”.
Se non ci dovesse riuscire, allora per lui mantenere salda la prima posizione del ranking sarebbe estremamente complicato, anche perché Jannik da febbraio ad aprile non avrà punti da difendere. “Alcaraz deve alzare il livello perché Sinner è attualmente il numero uno al mondo nel servizio+1 e nella risposta+1. È unico. Abbiamo avuto giocatori che dominavano un lato dell’equazione: Roger nel servizio+1, Rafa e Novak nella risposta, ma mai entrambi. Questa è una novità nella storia del tennis”. Insomma, come dice lo stesso Mouratoglou in chiusura, “il 2026 si preannuncia già incredibile”.