Novak Djokovic guida una sessione di yoga al Gran Premio del Qatar
Qualche settimana ai box. Poi si ricomincia. A partire da questa settimana, e per tutto il mese dicembre, il tennis professionistico del circuito più elevato è in pausa. Gli appassionati più incalliti, nel mentre, potranno però godersi alcune esibizioni in giro per il mondo prima che il 2026 bussi alla porta. E con esso i tornei ufficiali.
Novak Djokovic sarà di nuovo ai blocchi di partenza della prossima stagione. Concluso il 2025 con il titolo nel 250 di Atene – a seguito di una finale al cardiopalma vinta contro Lorenzo Musetti – il 38enne serbo ha dichiarato che il suo sogno sarebbe quello di concludere la carriera alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Poi un’intervista con Piers Morgan, un tributo a Niki Pilic in occasione delle Davis Cup Finals di Bologna, e di recente il 24 volte campione Slam è stato invitato al Gran Premio del Qatar. Qui ha guidato una sessione di yoga a cui ha preso parte anche il pilota Franco Colapinto, con cui ha poi scambiato qualche parola. Ricordiamo che da circa un anno Nole è Global Ambassador e Wellness Advisor della compagnia aerea Qatar Airways, sponsor ufficiale della 23ª gara del Gran Premio di Formula 1.
Il prossimo grande impegno tennistico a cui l’attuale numero 4 al mondo prenderà parte sarà sicuramente l’Australian Open – in programma dal 18 gennaio al 1° febbraio-, dove detiene il record di titoli vinti (10). Nel 2025 Djokovic ha raggiunto le semifinali in tutt’e quattro le prove dello Slam e, nonostante sia fuori dal podio del ranking, ha dimostrato a più riprese di essere lui il terzo giocatore più forte nel circuito, dietro ai soli Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Per Nole, infatti, l’azzurro e lo spagnolo giocano a un livello “astronomico”.
Ma se c’è una cosa di cui siamo certi è che Novak non rimarrà di certo a guardare i loro successi. Nonostante nelle ultime occasioni non sia riuscito a batterli, proverà ancora e ancora a metter loro i bastoni tra le ruote. Nella stagione appena andata in archivio Alcaraz si arrese contro di lui – e la sua esperienza – proprio a Melbourne. Tra poche settimane forse scopriremo se Djokovic sarà ancora capace di un’impresa di questo calibro.