La “lista stupri” nel bagno dei maschi al liceo
ROMA. Nove nomi, tutti di ragazze che frequentano la scuola. E accanto la scritta: “Lista stupri”. È successo all'interno dei bagni maschili del Liceo Classico Giulio Cesare a Roma. Un fatto choc denunciato dal Collettivo Zero Alibi, formato da studenti e studentesse della scuola. «Nella nostra scuola nel bagno dei maschi del secondo piano è comparsa una scritta aberrante: "Lista stupri" e a seguire una serie di nomi di studentesse», hanno scritto i membri del collettivo in un post su Instagram apparso a pochi giorni dal 25 novembre, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
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«Usare la violenza sessuale come arma, come minaccia o scherno – spiegano studenti e studentesse del collettivo transfemminista - significa alimentare ed essere parte attiva della stessa cultura che ogni giorno uccide, ferisce, opprime, umilia e zittisce le donne. Significa sentirsi autorizzati a trattare i corpi femminili come oggetti, come bersagli, come “componenti di una lista”. E questo è intollerabile». Pochi giorni prima inoltre, denuncia lo stesso collettivo, sono stati strappati due fogli di raccolta firme con cui parte della comunità studentesca chiedeva maggiore attenzione sul tema della violenza di genere a scuola: «Nessuna di noi può permettersi di restare indifferente, di voltarsi dall’altra parte: perché chi è indifferente è complice. Continueremo a denunciare, a parlare, a lottare per un cambiamento. Continueremo a pretendere un’educazione sesso affettiva, ad esigere che nella nostra scuola come in Italia venga fatto un percorso reale alla radice del problema».
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Il fatto è stato condannato anche dal ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara: «Un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente”. Il gesto ha scatenato le dure reazioni della scuola e delle famiglie. «Ottusi graffiti vandalici», ha scritto in una nota ufficiale la preside dell'istituto romano, invitando i colleghi docenti a proporre «attività formative contro ogni forma di violenza».