Sanità, sono quasi 4mila i ticket non pagati in provincia di Pavia. L’appello: «Congelate le sanzioni ai pazienti»
PAVIA. È partita la raccolta firme che chiede di congelare la sanzione amministrativa che si aggiunge ai ticket sanitari non pagati, dopo che nei giorni scorsi 3.835 residenti di Pavia e provincia hanno ricevuto altrettanti verbali di accertamento in merito a visite o esami svolti nel 2020 con esenzioni ritenute irregolari.
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Quest’anno la raccomandata rischia di essere più pesante, perché oltre al contributo non versato all’epoca si aggiunge pure la sanzione accessoria (uguale ticket, più le spese di notifica) che fa raddoppiare il costo bollettino: in passato questo ulteriore esborso era stato messo in pausa da Regione, mentre oggi c’è ancora incertezza. E così il Sindacato pensionati italiani (Spi) della Cgil ha pubblicato lunedì una petizione sul portale Change.org per chiederne la sospensione: «Va considerata la buonafede di chi non ha pagato per errore e l'impatto di queste sanzioni sulle famiglie più vulnerabili. Costringerle a pagare somme esorbitanti per dei ticket non pagati potrebbe portare a situazioni di ulteriore impoverimento. Il rischio è un’ulteriore mazzata sui pazienti» dichiara Riccardo Panella, segretario di Spi Cgil.
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Gli accertamenti
Ogni anno il ministero delle Finanze effettua controlli sulle autocertificazioni di reddito o di disoccupazione che legittimano il diritto all’esenzione del ticket, cioè la quota che ogni cittadino paga per visite o esami come forma di compartecipazione al sistema sanitario. Sulla base di queste verifiche, Ats invia le contestazioni a quei pazienti la cui esenzione – stando ai controlli – sarebbe irregolare. Il cittadino ha 30 giorni per fare “ricorso” (e 60 per pagare) presentando i documenti a riprova che, nell’anno oggetto di verbale, si trovava in una situazione che dava diritto all’esenzione. Anche ieri, diversi cittadini si sono rivolti allo sportello aperto da Ats in viale Indipendenza per far valere le proprie ragioni: una decina quelli che, all’ora di pranzo di ieri, attendevano il proprio turno con le sanzioni in busta verde adagiate in grembo.
«Devo pagare una sanzione da quasi 170 euro per una visita fatta nel 2020 – racconta una signora – ma io quell’anno ero in disoccupazione e ho i documenti per dimostrarlo. Sono una persona precisa». Il meccanismo di rilascio delle esenzioni ha sollevato negli anni alcune perplessità: secondo i sindacati sarebbero molti i pazienti che avrebbero compilato dichiarazioni errate in buona fede, perché in certi casi basta un aumento minimo della pensione per sforare i requisiti e perdere il diritto all’esenzione.
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Dover pagare il doppio per via della sanzione (che si aggiunge al ticket) è visto dal sindacato Spi come un ulteriore aggravio: «L’errore in buona fede riguarda la maggior parte dei casi – aggiunge Panella – inoltre il sistema per ottenere l’esenzione può essere poco chiaro oltre che rimesso alla responsabilità dei singoli, che possono sbagliare. Non si possono sovraccaricare i pazienti anche con la sanzione che si aggiunge al ticket». E così il sindacato Spi ha lanciato la petizione, in attesa che il tema venga affrontato in consiglio regionale.
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«Serve l’intervento regionale»
«Dobbiamo fare pressione su Regione a tutela dei pazienti più deboli – conclude Panella – attendiamo la discussione che si farà in consiglio regionale sulla questione – nel frattempo chiediamo riguardo per quelle persone che hanno già perso il 18 per cento del potere d’acquisto a causa dell’inflazione. Proponiamo che Regione sospenda subito le sanzioni sui ticket non pagati e consideri modalità alternative di recupero dei fondi, magari attraverso piani di pagamento rateizzato. Queste soluzioni permetterebbero di bilanciare le esigenze della sanità con la protezione dei più fragili». I cittadini che hanno ricevuto un verbale possono contattare Ats tramite i riferimenti al seguente link: ats-pavia.it/prestazioni/accertamento-ticket-sanitari-non-pagati o rivolgersi ai patronati sul territorio.
Rimandare al 31 dicembre 2026 il pagamento per i ticket sanitari non pagati (adesso il termine è di 60 giorni dalla ricezione del verbale) oltre all’esonero della sanzione accessoria per chi ha ricevuto il verbale entro la fine di quest’anno (cioè quella che il sindacato Spi Cgil chiede di congelare): è questo il senso dell’emendamento al collegato di bilancio Regionale del 2026, presentato dai consiglieri del Pd Miriam Cominelli, Samuele Astuti, Davide Casati e Maria Rozza, per mettere pace su una situazione che sta destando i timori di molti pazienti. Uno dei punti del documento presentato dall’opposizione in consiglio regionale, si propone di differire il pagamento «al 31 dicembre 2026 il termine per il pagamento del ticket a titolo di compartecipazione alla spesa sanitaria, delle maggiorazioni per interessi legali maturati e delle spese del procedimento, con esonero dall'obbligo di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria». Se entro la fine del 2026 il paziente non avrà regolarizzato la propria posizione, «la competente Ats procede alla notifica dell'ordinanza-ingiunzione e, se necessario, agli atti finalizzati al recupero coattivo». Altri punti dell’emendamento riguardano la regolarizzazione spontanea degli arretrati, il recupero forzato dei ticket e gli eventuali benefici per i destinatari dei verbali. La discussione in Regione è attesa per la seconda metà di dicembre.