Ivrea, assemblee in Konecta: «Bisogna contrastare le chiusure delle sedi»
IVREA. L’appuntamento in Konecta, oggi, mercoledì 10 dicembre, era già fissato per l’assemblea programmata da dedicare alla spiegazione dei punti cardine del rinnovo del contratto delle telecomunicazioni, la cui ipotesi è stata sottoscritta un mese fa. Nel contratto e nel dibattito che ha portato al rinnovo, ampia parte l’ha avuta l’analisi delle difficoltà delle aziende che si occupano di attività di Crm-Bpo, acronimo per indicare Customer relationship management - Business process outsourcing ovvero le funzioni di gestione delle relazioni con i clienti come (e non solo) i call center, il settore in cui opera Konecta, multinazionale spagnola che nel 2022 ha acquisito Comdata.
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L’illustrazione del nuovo contratto, a Ivrea, però, sarà concentrata perché l’argomento del giorno, che ha generato preoccupazione, è l’annuncio, venerdì scorso, dell’accorpamento dei tre siti piemontesi in un unica grande sede a Torino a partire dal giugno 2026. Detto in altri termini, significa che i 700 lavoratori del sito di Ivrea e i 400 di Asti saranno trasferiti a Torino. «Bisogna essere chiari – dice Silvia Poletto, Fistel Cisl –: questi trasferimenti significano in concreto lasciare a casa le persone. Non è una scelta accettabile anche perché davvero non possono essere i lavoratori e le lavoratrici a pagare il prezzo delle difficoltà del settore». Fatti due conti, molti addetti sono assunti con contratto part time al terzo livello e sono donne. Un part time terzo livello a quattro ore porta a casa un salario che si aggira sui 750 euro, 1.100 un tempo pieno. Va da sé che accollarsi le spese del viaggio e il tempo di percorrenza si traduce in una pesante penalizzazione che rischia di mettere le persone davanti a una scelta. C’è, poi, la stessa notizia esaminata da un altro punto di vista. E cioè l’impatto su Ivrea e sul territorio della chiusura della più grande azienda privata con sede in Ivrea, seppure sono ormai lontani pure per Konecta (e prima Comdata) i giorni in cui gli addetti erano oltre 1.000 e la dialettica sindacale era dedicata alla stabilizzazione dei contratti somministrati. La chiusura della sede di palazzo uffici di Ivrea non è, infatti, un problema di spazi (paradossalmente ci sarebbe posto anche per gli altri) ma di strategia aziendale.
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«Konecta ci ha descritto per titoli le difficoltà del mercato italiano del Bpo – aggiunge Poletto – che hanno portato a una decrescita del 10% circa dei volumi complessivi gestiti da Konecta prevalentemente sui mercati delle telecomunicazione e dell’energia». Ivrea e Asti, tra l’altro, sono siti storici di Konecta quando era Comdata. «Sì – sottolinea ancora Poletto – Comdata è nata qui e oggi i lavoratori che molto hanno dato all’azienda in questi siti sono da accorpare a Torino». Dietro, c’è anche un discorso di marginalizzazione dei territori lontani dai capoluoghi regionali, in un quadro del settore difficile, da tempo sotto attacco per via di gare al massimo ribasso, dumping contrattuali con contratti definiti “pirata”, con condizioni schiacciate al ribasso che rendono impossibile essere concorrenziali e investire sull’aggiornamento delle professionalità, comunque obbligate a fare i conti con un servizio che richiede sempre maggiore innovazione di processo e di tecnologia. A incidere, sono anche i sempre maggiori utilizzi di app che consentono ai clienti di fare operazioni prima affidate alle persone attraverso i call center e le risposte automatiche e guidate dall’intelligenza artificiale. Ora, però, per Ivrea e Asti è allarme rosso. «Stiamo lavorando con le altre organizzazioni sindacali – conclude – con le quali proporremo e organizzeremo iniziative».
Intanto, dopo l’informativa di venerdì di Konecta sul piano industriale 2026, il sindacato chiede l’apertura di tavoli locali (in Piemonte regionale) dove esaminare la situazione nel dettaglio. La posizione di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil è chiara e univoca: «Contrasteremo la chiusura delle sedi Konecta di Ivrea e Asti utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione».