Alex de Minaur segue Andy Murray: “Devo usarlo come motivazione”
Con le Next Gen Finals alle porte e la trasferta australiana a inaugurare la stagione 2026 che si avvicina, uno dei nomi a cui si pensa accostando le due cose è certamente quello di Alex de Minaur. Il nativo di Sydney ha disputato due finali a Milano nel 2018 e 2019, perdendo contro Stefanos Tsitsipas e Jannik Sinner. In Australia, invece, il classe ’99 ha sempre mostrato un ottimo livello, raggiungendo qui la sua prima finale a livello ATP, la seconda la settimana successiva (nel 2018) e, la stagione seguente, vincendo anche il suo primo titolo in carriera. Alex è stato un fiore sbocciato presto arrestatosi a lungo prima della vetta.
Senza dubbio, de Minaur ha sempre lavorato sodo e ha sempre dato tutto se stesso in campo. Sfortunatamente, il suo stile di gioco e il suo fisico leggero lo hanno tenuto lontano per molto tempo dalla top 10 del tennis mondiale, nonostante diverse stagioni consecutive vissute a ridosso dei primi 20. Seguendo l’esempio di Andy Murray, che sicuramente era di un altro livello ma non si era mai dato per vinto nonostante le numerose finali Slam consecutive perse, Alex non ha mollato. Come ha raccontato in una bella intervista al “Guardian“: “Devo usarlo come motivazione per raggiungere quell’obiettivo, che ovviamente è un mio grande obiettivo, ma allo stesso tempo accettare che alcune cose possono succedere, altre no. Voglio essere felice di ciò che faccio nella mia carriera, e questo dipende da ciò che posso controllare. Non posso controllare se vincerò o meno uno Slam. Posso controllare se migliorerò e se avrò l’atteggiamento e l’impegno giusti. E allo stesso tempo, ogni tanto mi darò una pacca sulla spalla. Sono le piccole vittorie. Devo essere un po’ più gentile con me stesso.”
Gli sforzi hanno sicuramente ripagato, con una stagione chiusa con la semifinale delle Nitto ATP Finals, raggiunta con la prima e unica vittoria dell’australiano nel torneo. Il best ranking raggiunto, al sesto posto della classifica nel luglio 2024, simboleggia i progressi compiuti e anche la grande costanza, una qualità che molti tennisti faticano a trovare. Si tratta di avere l’umiltà di voler imparare e migliorarsi, concentrandosi sul progresso più che su ciò che si porta immediatamente a compimento. “Si vive e si muore in base ai risultati, ma alla fine il modo migliore per ottenere buone prestazioni è non dare troppa importanza ai risultati, così si può giocare più liberamente. Cerco semplicemente di abbracciare un po’ di più il processo e il modo in cui voglio giocare, perché questa è una delle cose più importanti rispetto a tutti i cambiamenti di mentalità che ho avuto a Torino. Sarei stato completamente a posto se il risultato non fosse andato come volevo, ma alla fine volevo solo attenermi al mio piano di gioco e giocare a modo mio, e sapevo che questo mi avrebbe fatto sentire molto meglio che se non l’avessi fatto.”
La forza mentale e l’etica del lavoro dell’australiano potrebbero portarlo a raggiungere nuove vette nella prossima stagione, specialmente se Alex riuscirà, durante la off-season, a rendere il suo gioco più aggressivo. Il suo stile regolare e da ribattitore solido non funziona contro giocatori come Sinner, Zverev o Alcaraz (i testa a testa testimoniano infatti uno score di 26 sconfitte e 3 vittorie; le ultime sono arrivate tutte contro Zverev in Laver Cup, ATP Cup e United Cup). Senza un servizio potente e un gioco capace di mettere pressione all’avversario, la vetta del tennis è quasi inavvicinabile.
Il primo momento utile per vedere se Demon è riuscito a lavorare su questi punti deboli sarà in Australia, dove Alex vuole arrivare fresco e pronto per competere: “Devo assicurarmi di arrivare lì pronto a giocare, ma facendo attenzione a non esaurirmi troppo. Non credo di voler giocare troppo, idealmente preferirei giocare meno, ma tutto dipende anche dai risultati. Quindi spero che i risultati mi aiutino e poi sarò felice di giocare meno settimane. Questo significa che sto andando bene.”
Il 2026 si presenta dunque come un crocevia significativo per Alex de Minaur: un anno in cui solidità, maturità e nuove ambizioni potrebbero finalmente convergere. La combinazione tra un’identità di gioco più aggressiva, una maggiore consapevolezza mentale e la costante dedizione che lo contraddistingue rende l’australiano uno dei protagonisti più attesi della nuova stagione. Resta ora da vedere se questo percorso evolutivo gli permetterà di compiere quel passo ulteriore che lo separa dall’élite assoluta del tennis mondiale.