Gratteri a La7: “Garlasco non c’entra nulla col referendum giustizia. Se ne parla ogni giorno in tv per una precisa strategia politica”
“La vicenda giudiziaria del delitto di Garlasco non c’entra assolutamente niente con il referendum sulla separazione delle carriere. Ma non si era sempre detto che fino a quando la sentenza non diventava definitiva tutti eravamo innocenti? Vabbè che in tutte le reti, si dedica a Garlasco mezz’ora al giorno, però dovremmo anche fare un processo”. Così a Dimartedì (La7) il procuratore capo della repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, replica a distanza alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ad Atreju ha invitato il pubblico a votare sì al referendum sulla giustizia “perché non ci debba più essere una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco”.
Al conduttore Giovanni Floris, che gli chiede perché tv e giornali danno eccessiva attenzione mediatica al caso Garlasco, Gratteri risponde con toni fermi: “Perché c’è prurigine, c’è la voglia di guardare nel buco della serratura. Un processo di mafia o arresti di 30 persone per traffico internazionale di cocaina dovrebbero interessare di più, sul piano della cronaca giudiziaria”.
“Quindi – incalza Floris – lei pensa ci sia un piano politico dietro la riproposizione dei temi di cronaca giudiziaria?”.
“Sì – risponde il magistrato – si parla di questi errori giudiziari sulle tv e sui giornali in modo sistematico e continuo. Non è un complotto, è una precisa strategia. Perché invece nessuno spiega che il sistema giudiziario, dove e se non funziona, è anche perché non sono state fatte le riforme necessarie e non sono stati attivati i mezzi che servivano?”.
Gratteri commenta poi un sondaggio di Dimartedì, dal quale risulta che, in caso di obbligo di voto al referendum sula separazione delle carriere, il 49,7% voterebbe no: un netto distacco dal 25% di diversi mesi fa. Il magistrato spiega: “Chi è per il sì cerca di anticipare il più possibile, perché loro hanno una macchina migliore. Numericamente parlando, hanno tante testate, tanti giornalisti a supporto“.
Floris replica: “Però lei torna su questo punto: c’è un complotto di politica e giornalisti?”.
“Non è un complotto – ribadisce Gratteri – Certo, ci sono dei giornalisti che rispondono alla politica e anche al proprietario del giornale“.
“Parla di Angelucci?”, chiede il conduttore.
“Non lo so – risponde ironicamente il procuratore – So solo che su quei giornali non ho mai visto un articolo elogiativo su un magistrato”.
“Ah beh, lo pensano così, sono liberi di esprimersi”, commenta Floris.
“Sì – chiosa Gratteri – ma io sono assolutamente per massima libertà e democrazia, io sono per la pluralità assoluta. Purché si scrivano però cose vere”.
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