Torre Balfredo a Ivrea, no ai semafori intelligenti
Ivrea
Niente autovelox, né semafori intelligenti (quelli che fanno scattare il rosso se si superano i 50 all’ora, e multano se vengono bruciati), e nemmeno i dossi tradizionali poiché i sobbalzi potrebbero creare problemi ai mezzi di soccorso in emergenza. Al momento, l’unica soluzione ammessa dal nuovo Codice della strada, relativamente all’urgenza di limitare la velocità in via Cigliano e via Casale, sembrano realisticamente due passaggi pedonali rialzati di 12 cm in stile Fiorana, all’entrata e all’uscita della frazione. Troppo farraginosa la modifica del Codice della strada in materia scattata l’anno scorso, così come in ritardo è la definizione del Governo circa le caratteristiche richieste agli impianti anti-velocità per ottenere l’omologazione. Il rischio concreto è quello di spendere soldi su dispositivi costosi che tra qualche mese andrebbero smantellati poiché non più a norma.
Ancora due incidenti
Ma è della ben nota pericolosità di via Cigliano e via Casale, i due rettilinei che entrano a Torre Balfredo dai due lati opposti, che racconta ancora una volta l’ennesimo incidente di martedì mattina, appena due giorni dopo quello di sabato notte, con un ragazzo a bordo di un’utilitaria schiantatosi contro un muretto, terzo incidente in meno di tre mesi. I residenti sollecitano azioni concrete da anni. Lo hanno ribadito a gran voce nel corso degli incontri avuti nei mesi scorsi anche con l’amministrazione comunale e i tecnici della società Meta, specializzata in viabilità, che ha redatto due macro opzioni progettuali da 650-670mila euro confluite in uno studio di fattibilità, fino all’ultimo summit di lunedì scorso con l’assessore Francesco Comotto, funzionale alla messa a terra del primo lotto di interventi di questo che è uno dei cardini del Piano urbano per la mobilità sostenibile.
Volere non è potere
Rispetto a San Bernardo, dove la revisione parziale di via Torino è in fase di sviluppo progettuale guardando a un bando regionale atteso per fine gennaio, la situazione di Torre Balfredo presenta maggiori complessità, un po’ per la minore larghezza della carreggiata, ma principalmente a causa delle controverse modifiche alla normativa in rapporto alle soluzioni al vaglio. «Dall’anno scorso va fatto un distinguo tra autovelox fissi e autovelox mobili – osserva il comandante della municipale, Paolo Molinario – I primi sono ammessi sulle strade extraurbane e su quelle considerate fuori dal centro abitato, purché segnalati un chilometro prima da cartelli e lampeggianti. Ivrea ne ha due sul Terzo ponte, uno per direzione. I secondi sono diventati inutili». Via Cigliano, nonostante sia una provinciale, sembra quindi già esclusa dal discorso autovelox. Ma lo è anche per quel che riguarda i semafori intelligenti che fino a qualche tempo fa mettevano d’accordo tanto l’amministrazione quanto gli abitanti. «A meno di ulteriori precisazioni – precisa Molinario – i semafori intelligenti possono essere installati in prossimità degli incroci, diversamente la normativa li considera poco sicuri per il rischio di tamponamenti».
Dal Docfap ai residenti: le soluzioni
Che a Torre Balfredo gli automobilisti tendano a schiacciare un po’ troppo sul pedale dell’acceleratore, lo si evince in modo lampante, se mai ce ne fosse ancora bisogno, dai vari attraversamenti rialzati che si incontrano in via Casale, arrivando da Ivrea, e dai Velok che costellano la sp 76, molti dei quali sradicati da terra e ammaccati al pari dei guard rail.
Il traffico, e questo è un altro elemento di criticità, è sia leggero che pesante, con trattori e mezzi agricoli, autobus e camion diretti verso il casello dell’autostrada di Albiano. Su carta sono stati suggeriti interventi atti anche a recuperare il sagrato della chiesa, e una piccola rotonda, isole salva pedone, banchine. In particolare, tre lotti tra nord, centro e sud, di 350 metri l’uno, con velocità consentite non oltre i 40 all’ora, che scendono a 30 in prossimità dell’incrocio. Ora si andrà per priorità, iniziando dalle misure di contenimento della velocità, tenuto conto dei fondi di volta in volta disponibili e delle zone grigie del legislatore. Lunedì Francesco Comotto ne ha parlato con i rappresentanti di un nascente comitato: «Abbiamo condiviso una serie di possibili opere che andremo a elaborare a gennaio prendendo spunto dal Documento di fattibilità delle alternative progettuali di Meta. Non potendo mettere semafori intelligenti e dossi pensiamo di agire con tratti di strada rialzati, isole salva pedone dove la larghezza della strada lo consente, segnaletica orizzontale e verticale, evidenziando soprattutto la presenza di una scuola e di un asilo».
Budget strada facendo
Quanto al budget «lo definiremo in base ai lavori, ma quelli di Torre Balfredo saranno certamente prioritari. Non c’è per ora nessuna compartecipazione della Regione, tuttavia è possibile che a gennaio esca un bando sulla sicurezza stradale». Comotto non risparmia critiche di carattere generale al Governo e a Salvini. «Sarebbe ora che si cominciassero a ritirare un po' di patenti e che sulle strade ci fossero più forze dell'ordine – dice –. Forze dell'ordine alla quali ieri il Governo ha dato un ulteriore schiaffo sia dal punto di vista economico che da quello pensionistico, e senza incrementare le assunzioni che sono carenti per oltre diecimila unità tra polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili urbani». Non ci sono soldi per pagare gli arretrati, gli straordinari e aumentare lo stipendio alle forze dell'ordine, «ma si butta un miliardo di euro per centri di detenzione in Albania – incalza –. Lo stesso Governo che si riempie la bocca sulla sicurezza, ma non fa nulla per aiutare gli enti locali, anzi, scarica tutto su di loro non solo senza mettere risorse, ma anche intralciandone il lavoro e la buona volontà. Il Ministro dei Trasporti invece di preoccuparsi di fare arrivare in orario almeno un treno su dieci (siamo i peggiori in Europa), continua a vietare installazioni finalizzate a rallentare la velocità delle auto e a garantire maggior sicurezza sulle strade: autovelox, dossi, semafori intelligenti, tutto vietato dal nuovo Codice delle strada».