Dove vedere e ascoltare il Concerto di Capodanno di Venezia: il programma nel dettaglio
Sarà la bacchetta di Michele Mariotti, al suo debutto al Teatro La Fenice di Venezia e fra i direttori d’orchestra più acclamati della scena contemporanea, a dirigere i Concerti di Capodanno 2025-2026 nel tempio veneziano della lirica e sinfonica.
Con lui, direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, altri protagonisti d’eccezione: la soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman (anche lui al suo debutto a Venezia), senza dimenticare il Coro diretto da Alfonso Caiani e i musicisti dell’Orchestra del Teatro La Fenice, coesi e uniti nell’affrontare un repertorio che celebra in gran parte la nostra tradizione.
Nel momento inaugurale del nuovo anno, lontani dalle tensioni che ne hanno accompagnato la protesta contro la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale del Teatro, le professoresse e i professori d’orchestra con tutti i lavoratori del teatro indosseranno una spilla con una chiave di violino e un cuore che sarà donata al pubblico in sala. Un gesto che, alla conferenza stampa dell’evento il 29 dicembre, è stato presentato come un segno di unità e determinazione nel difendere la dignità del lavoro e il futuro del Teatro. Un’espressione silente ma significativa del clima di coesione che regna a livello delle masse artistiche.
Ma torniamo al programma. Il concerto, che prevede l’esecuzione di sinfonie, arie e brani di opera lirica, è diviso in due parti: una prima sezione che presenta brani sinfonici o comunque musiche interpretate solo dall’orchestra, e una seconda sezione che invece è incentrata su brani d’opera lirica. Dove sono presenti, oltre all’orchestra, il coro del teatro e cantanti solisti. Tradizionalmente il concerto si conclude con due brani fissi: il coro del Va, pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi e il celebre brindisi Libiamo ne’ lieti calici tratto dalla Traviata di Verdi.
La danza, come sempre, è un elemento degno di grande considerazione all’interno della kermesse veneziana. In questo passaggio d’anno sarà Eleonora Abbagnato, étoile internazionale e direttrice del Ballo a Roma, con Friedemann Vogel (étoile del Balletto di Stoccarda) e il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, a danzare le coreografie di Diego Tortelli, Firma i costumi Laura Biagiotti.
Dove vedere e ascoltare il Concerto di Capodanno di Venezia
Il programma musicale, operistico e le coreografie, registrate al Museo di Palazzo Grimani e negli spazi della Biennale Architettura, saranno trasmesse nella diretta televisiva di Rai1 giovedì 1 gennaio a partire dalle ore 11.15, saranno riproposti in differita su Rai5 alle ore 21.20 e poi su Rai5 mercoledì 3 gennaio 2026 alle ore 8.00.
Mentre il concerto di giovedì 1 gennaio 2026 sarà trasmesso in versione integrale su Rai Radio3 giovedì 1 gennaio 2026 alle ore 20.30.
Il programma nel dettaglio
Nella prima parte Michele Mariotti dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione di sinfonie e intermezzi orchestrali tratti dal repertorio lirico, pagine di sicura presa sul pubblico: dalla sinfonia della Semiramide di Gioachino Rossini a quella dalla Norma di Bellini; dall’intermezzo del Sogno di Ratcliff dal Guglielmo Ratcliff di Pietro Mascagni all’impetuosa Tregenda dalla prima opera pucciniana, Le Villi; dalla sinfonia del Don Pasquale di Gaetano Donizetti alla Sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi.
La seconda parte vedrà impegnati anche i solisti, il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman, insieme con il Coro del Teatro La Fenice istruito da Alfonso Caiani. Si aprirà con l’interpretazione del coro “Feste! Pane! Feste!” dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, con Emanuele Pedrini interprete di Barnaba; mentre dopo la Barcarola dal Silvano di Mascagni, i solisti si esibiranno in due emozionanti brani di bravura: Rosa Feola eseguirà “Sombre forêt”, l’aria di Matilde dal secondo atto del Guglielmo Tell di Rossini. Jonathan Tetelman canterà invece “Cielo e mar”, l’aria di Enzo Grimaldo sempre dalla Gioconda di Ponchielli.
Seguiranno due numeri tratti dal catalogo di Giacomo Puccini: dalla Butterfly il suggestivo ‘coro a bocca chiusa’, dalla Bohème il ‘romantico’ duetto di Mimì e Rodolfo “O soave fanciulla”. L’intermezzo di Cavalleria rusticana di Mascagni introdurrà al gran finale del programma con brani che non hanno forse bisogno di alcuna presentazione: “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini; e poi “Va, pensiero, sull’ali dorate” dal Nabucco di Verdi.
Infine il brindisi “Libiam ne’ lieti calici” dalla Traviata di Verdi. Per brindare al 2026 sotto il segno di un’arte universale, che unisce, emoziona invita alla condivisione.
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