Il patron Spaccasassi sogna con la Elachem: «Siamo oltre le attese e l’A2 non ci spaventa»
VIGEVANO. Anno nuovo, Marino Spaccasassi vecchio e questo è confortante, nel senso che il presidente della Elachem Vigevano, solitaria capolista del girone A di serie B di basket, nel tirare il bilancio alla fine dell’andata, al suo solito è schietto, diretto, non le manda a dire e non si nasconde.
Presidente Spaccasassi, si aspettava ad agosto di essere oggi già a questo punto?
«Di essere a questo livello no, però eravamo estremamente convinti di aver assemblato una buona squadra. All’inizio abbiamo ricevuto un po’ di critiche, perché la gente non conosceva i giocatori che erano stati presi o anche sulla scelta dell’allenatore, il tempo successivo ha spiegato che forse è meglio non esporsi troppo presto, aspettare e riflettere. Pensavamo di vedere questa squadra a regime a gennaio-febbraio…»
E invece…
«Invece i ragazzi hanno bruciato le tappe. È stato fatto dalla squadra un lavoro eccellente, in sinergia con i tecnici, i medici, i massaggiatori, i fisioterapisti, i dirigenti che lavorano con questo gruppo ogni giorno».
E adesso?
«La stagione è in evoluzione, questo gruppo è molto coeso, composto da ragazzi che in gran parte possono diventare buonissimi giocatori, qualcuno anche di categoria superiore. Ora vedremo cosa succederà. Il girone di ritorno sarà molto più complesso dell’andata e non tanto per le dieci partite in trasferta e otto in casa, ma perché sappiamo tutti per esperienza che cambierà il modo di giocare a pallacanestro e sarà interessante vedere come reagirà la squadra, sapendo, però, che possiamo ancora migliorare tanto».
Malgrado la retrocessione, grande risposta di pubblico e abbonati…
«Io devo ringraziare tutto il pubblico, i tifosi, compresi le varie declinazioni del tifo organizzato, per esser stati sempre presenti a sostenere i ragazzi. C’è un bell’entusiasmo al PalaElachem, i numeri sono sicuramente buoni, più di quanto mi aspettassi, e questo è dovuto al fatto che la squadra esprime un gioco di un certo tipo e la gente viene al palazzetto e si diverte. Attenzione, però, che la serie B ti consente di esprimere questo tipo di gioco, in A2 è un po’ diverso, con gli americani che accentrano e spesso rompono il gioco».
Un obiettivo è già stato inaspettatamente centrato sul campo…
«Possiamo crescere ancora molto, ma intanto siamo già molto soddisfatti di quanto fatto dalla squadra, compresa la qualificazione alle Final Four di Coppa Italia. Sinceramente non pensavamo che ci saremmo arrivati e invece i ragazzi si sono qualificati e da primi».
Qualcuno sussurra che, avendo parlato di programmazione triennale, la squadra potrebbe temere che la società non voglia risalire subito…
«Un conto è dire che non ci poniamo l’obiettivo di salire il primo anno, ma se poi arriviamo che siamo lì a giocarcela, è chiaro che proveremo a vincere, altrimenti non è sport. Come potrei dire ai giocatori di non vincere? Del resto, c’era gente l’anno scorso che sosteneva che io sarei stato più contento di retrocedere e fare la B piuttosto che l’A2. Noi vogliamo fare il meglio possibile. Se i ragazzi saliranno subito in A2, tanto di cappello a questo gruppo, anche se sarebbe una promozione non programmata come tre anni fa. E anche stavolta, nel caso, poi noi faremmo al solito con quanto avremmo a disposizione».
Le altre squadre fanno mercato e si rinforzano, Vigevano no?
«No, non si rinforzano. Ci sono club che hanno preso giocatori che poi non si sono rivelati funzionali al progetto. Penso, ad esempio, a Giombini, sceso dall’A2 a Herons Montecatini, potenzialmente un crack. Ora ci sono società che provano a correggere, a correre ai ripari. Noi siamo molto soddisfatti delle scelte fatte. Non cambieremo nulla, a meno che malauguratamente non si faccia male qualcuno seriamente o se qualcuno ci chiederà di essere ceduto, ma non credo che accada». —