Botti di Capodanno, otto richieste di intervento al canile di Caluso
Una costante opera di sensibilizzazione portata avanti dal canile di Caluso unite alle ordinanze di alcuni Comuni per vietare i “botti” la notte di San Silvestro, hanno migliorato il fenomeno di cani e gatti, che spaventati dal rumore delle esplosioni fuggono ed in alcuni casi si feriscono, pur di passare sotto una recinzione.
Se qualche anno fa il telefono di Luciano Sardino, responsabile del canile di Caluso, squillava tutta la notte dopo i festeggiamenti, lo scorso 1° gennaio si sono registrate otto richieste di intervento per il recupero di cani fuggiti dai cortili in tutto il vasto territorio canavesano.
«La gente ha imparato a mettere in sicurezza i loro animali d’affezione – argomenta Sardino –mentre diminuisce la tradizione di accogliere il nuovo anno facendo esplodere petardi e fuochi d’artificio. Non possiamo proibire alle persone di fare festa, ma i cani ed i gatti vanno messi in sicurezza: ovvero lasciati in casa, con le tapparelle abbassate, acqua e cibo a disposizione. Ma non bisogna mollare la presa ed insistere con le campagne di sensibilizzazione, così come avviene per il problema degli abbandoni e della mancate sterilizzazioni. Occorre poi una maggior prevenzione sul territorio per evitare il ripetersi di cattive gestioni in merito alla cura degli animali».
«Il problema – osserva il sindaco di Candia, Mario Mottino, molto sensibile al problema – andrebbe affrontato a monte. Invece di un’ordinanza che serve a ben poco, andrebbe proibita la vendita dei botti di ogni genere. Invece se ne trovano ovunque in qualsiasi tabaccheria e nei supermercati. Non ho emesso l’ordinanza, ma il regolamento comunale vieta di esplodere petardi e mortaretti nell’area del parco giochi, vicino alla chiesa parrocchiale e nel parco provinciale, già tutelato da una legge ad hoc. E questo vale per tutto l’anno. E non si tratta solo di attenzione per gli animali, ma per le fasce più deboli della popolazione: i bambini piccoli che si svegliano spaventati e gli anziani ammalati». Ad insistere per proibire i botti è stato anche il circolo di Legambiente Pasquale Cavaliere sulla scia della campagna nazionale di sensibilizzazione promossa da Legambiente e dal WWF.
«È dovere di tutti – ribadisce il presidente del locale circolo Carlo Salvetti – Comuni e cittadini, fare in modo che la notte di Capodanno non lasci dietro strascichi dolorosi. I primi a pagarne gli effetti sono gli animali: se quelli da compagnia possono reagire in modo incontrollato, fuggire e ferirsi, gli animali selvatici rischiano la vita per lo spavento a causa del forte rumore. Ma un’ordinanza non è sufficiente: occorre un’azione di sensibilizzazione impegnando la polizia locale in azioni di informazione, prevenzione, dissuasione e repressione, sanzionando i trasgressori».lydia massia