Entrano nell’acquapark abbandonato, un ragazzino cade in piscina
Cilavegna. Una bravata che poteva aveva conseguenze peggiori . È quanto accaduto ieri pomeriggio al parco acquatico di Cilavegna, alla periferia del paese, chiuso ormai da oltre due anni a causa di problemi gestionali. Un gruppo di ragazzi, approfittando dell’assenza di sorveglianza, è riuscito a introdursi illegalmente all’interno della struttura. Secondo la ricostruzione dei fatti, uno dei giovani – un ragazzino 14enne – è entrato in una delle piscine presenti nel complesso. Per cause ancora in fase di accertamento, ma con ogni probabilità a causa di una scivolata sul fondo o sul bordo della vasca, ha perso l’equilibrio ed è finito in acqua, trovandosi in difficoltà. Gli amici, resisi conto della situazione, sono intervenuti rapidamente riuscendo a riportarlo a galla.
Il giovane appariva però in evidente stato di sofferenza: era molto infreddolito e provato, tanto da rendere necessario l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure, oltre ai vigili del fuoco di Mortara e ai carabinieri, allertati per la situazione e per l’accesso non autorizzato alla struttura. Dopo i controlli medici, il ragazzino è stato stabilizzato e le sue condizioni sono apparse rassicuranti. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza delle strutture dismesse e sul rischio legato a gesti avventati, soprattutto quando a compierli sono giovanissimi. Quella che doveva essere una semplice bravata si è trasformata in un grande spavento, con un massiccio dispiegamento di mezzi di soccorso e la consapevolezza che l’esito avrebbe potuto essere ben più grave.La piscina comunale è rimasta chiusa anche nel 2025 perché l’impianto presenta gravi criticità strutturali e, soprattutto, irregolarità normative e documentali. Secondo il sindaco Manuel Maggio, i sopralluoghi effettuati lo scorso anno hanno evidenziato carenze su sicurezza, impianti, prevenzione incendi, aspetti ambientali, catastali e abbattimento delle barriere architettoniche. Prima di riaprire servono interventi profondi e costosi, non semplici lavori di manutenzione. I 50mila euro precedentemente stanziati non sarebbero stati sufficienti: per sistemare la struttura servirebbe circa un milione di euro. Ancora da definire cosa succederà, dopo due anni di chiusura, per la prossima stagione estiva.