Dino Casarin, la vita tra Carnevale e San Savino
IVREA.
È molto triste, alla vigilia del Carnevale, immaginare che non si incontrerà più Dino Casarin, 78 anni, morto ieri, domenica 11, all’hospice Casainsieme di Salerano, stroncato da un mesotelioma che, nel volgere di pochi mesi, non gli ha lasciato scampo.
Persona sempre allegra e sorridente, profondamente innamorato della sua città, Ivrea, per oltre mezzo secolo ha contribuito con impegno e differenti mansioni al successo di tante edizioni del Carnevale e della festa patronale di San Savino. Mancheranno a tutti il suo fare cortese e scherzoso e il suo sorriso affabile, ai suoi cari, la moglie Luisa e il figlio Andrea, e alla grande famiglia del Carnevale che perde con lui una delle figure più emblematiche del suo “dietro le quinte” che ha attraversato epoche e comitati. «La nostra collaborazione risale al 1969 – ricorda Pierluigi Marta, presidente degli Amis ad Piassa dla Granaja e amico di una vita – quando il vecchio comitato organizzatore del Carnevale, guidato da Renato Borio, lasciò il posto a forze nuove e giovani e, mi trovai insieme a lui, Giorgio Roffino, Franco Sacchero che l’aveva coinvolto, Adele Bolongaro e altri, con il sapiente coordinamento di Stefano Strobbia, a riorganizzare la manifestazione, privilegiandone l’aspetto storico, filologicamente più corretto, e dandole quell’assetto che, con poche modifiche, ha resistito praticamente fino ai giorni nostri. Negli anni successivi, Dino ha ricoperto nel Comitato ruoli di segretario e tesoriere, per poi dedicarsi, con ottimi risultati, al delicato compito di scegliere la Mugnaia, affiancando Sacchero, inizialmente, e, dal 1979 al 1983, in prima persona».
«Fu uno degli Amis della prima ora – continua il presidente Marta – essendo entrato a far parte di questo nostro gruppo di volontariato ludico poco dopo il suo debutto sulla scena eporediese, nel 1984, con “…e la festa continua!”, la grande nottata in maschera nelle vie e nelle piazze del centro storico, che da allora, per oltre trent’anni, ha ravvivato e caratterizzato il Giovedì Grasso. Le iniziative da noi organizzate e che ci hanno visto fianco a fianco non si contano: dalla Festa dei Bambini, il Giovedì grasso, alle “zingarate” dalle quali è andata consolidandosi una stretta collaborazione con i cavallanti eporediesi e canavesani, poi sfociata nel nostro impegno anche a San Savino, con il comitato Fiere, prima, e con l’associazione Festa e fiera di San Savino, poi. Una delle ultime iniziative realizzate insieme è stata, anni fa, Andiamo in bianco, il “diner en blanc” eporediese, allestito in piazza Ottinetti e da lui successivamente esportato a Borgofranco».
Nel 2006, insieme a Patrizia Alberghino e a Mimmina Galardi Lizier, aveva ricevuto le Supreme insegne di Oditore. Fino alla scorsa edizione del Cuore di San Grato, è stato tra i Probiviri della commissione selezionatrice e aveva anche assolto il compito di "segnalatore" di possibili Oditori. Ancora non si conosce la data dei funerali. Nel frattempo, i social media registrano un costante susseguirsi di messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia, nel ricordo di un caro amico che resterà sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.